NOTA

Elenco delle adesioni all’Adunata del 23 Marzo.

La prima adesione all’adunata del 23 Marzo pervenne il 4 Marzo da Genova, con lettere del Fascio Reduci di Guerra «Italia Redenta», già «Pro Patria», del Circolo «Pensiero ed Azione», del Sodalizio «Nuova Italia» e dell’Unione Studentesca Genovese, lettere di adesione a firma di Ernesto Ameri; il 7 Marzo pervenivano le adesioni di Mario Gioda, di Italo Bresciani, poi quella di Melchiori, e poi le seguenti: Combattenti di Siena (firmato Agostino Bassi), Combattenti del Cadore (f.° Cesan Benoni), Arditi Napoli (f.° ten. Armando Miceli), Arditi del Mare (f.° Gino Montipòs), Combattenti Chieti (f.° Nicola De Matteis), Mutilati Aquila (f.° Cimoroni Camillo o Cimorani O., e Tornassi), Combattenti Ancona (Serafino Mazzolini), Lega Georgiana Mutilati, Milano (f.° N. Galassi), Circolo Garibaldi «Pro Venezia Giulia» (f.° Gioppo avv. Ugo), Combattenti Parma (f.° Copertini), Lega Soccorso Combattenti e Mutilati di Almenno, Bergamo (f.° Ugo Fraie), Combattenti Introdacqua (f.° Antonio d’Eramo), Associazione Antitedesca di Reggio Emilia, Volontari, Mutilati e Combattenti di Udine (f.° Federico Botti e Attilio Guilberti), Invalidi e Combattenti Capracotta (f.° Stabile), Arditi Roma (f.° Mario Carli), Fascio Difesa Nazionale Bari, Lega Nazionale Milano, Comitato Studentesco d’Azione Ferrara, Unione Popolare Antibolscevica Milano (f.° ing. Filippo Greppi), Lega Nazionale Italiana Milano, Associazione combattenti di Livorno (cap. Livio Bonelli), le famiglie dei prigionieri di guerra di Parma e Provincia (f.° dott. Fabio Farisetti), i Combattenti Fiumani, Combattenti Pistoia (f.° Maggio), Combattenti Sampierdarena, Combattenti Genova (f.° Cosimo Pala) Arditi Firenze (f.° ten. Vincenzo Palermo, Gastone Gorrieri, Giuseppe Ricci, cap. Achille Ielmi), Combattenti Avellino (f.° Giuseppe Leoni da Capobianco), ex Combattenti e Volontari di Montevarchi (cap. A. Galeffi).

Pervennero poi da tutta Italia le seguenti adesioni, che elenchiamo secondo la città di provenienza, facendo notare che per la incertezza esistente su numerosi nomi, incertezza dovuta alla difficoltà di interpretare le firme degli aderenti e al disaccordo riscontrato nelle fonti, abbiamo creduto opportuno, come del resto sempre nell’opera si è fatto, di tener conto di tutte le fonti, scrivendo l’uno a fianco all’altro i due o più nomi in disaccordo.

Milano: Abbaini cap. C, Agnelli Enrico, Agosteo Ercole, Alberico Luigi, Aldi Primo, Alemandi Gianfranco, Allodi o Allori Silvio, Ambrosini Nino, Ammirata Umberto, Ancomanti Gianfranco, Angiolini prof. Francesco, Angiolini avv.. Mario, Apporti Cesare, Ariot o Ariosi Giovanni, Arrigoni Ilario, Azzoni o Azzani Ugo, Baggi magg. Giulio, Baglioni Attilio, Baini o Bambi cap. Alfredo, Banfi Sandro, Banoli Ezio, Baratto Guido, Barbagallo prof. Corrado, Baraggi dott. Guido, Bassoli Ezio, Bedarrida o Bedaria Ernesto, Bella dott., Belladori A., Benetti Piero, Besana Umberto, Besozzi magg. Pietro, Bevilacqua Antonio, Biallavasi R., Biancardi dott. Guido, Bianchi avv. Camillo, Bianchi Clerici Zelmira, Biasioli Ezio, Bigotti Virgilio, Biraghi Carlo, Boattini Vittorio, Bodini Teresio, Bollani Emilio, Bolza Massimiliano, Bonatti Renato, Bonci Vittorio, Bonola Carlo, Bonomelli Luigi, Bonzanini A., Boschetti Delia, Bossi Pietro, Braichevich Mila, Brambrilla Ettore, Brambillaschi Giovanni, Brioschi magg. Giovanni, Brunelli dott. P., Bruno Giuseppe, Bruzzesi avv. Giunio, Codecasa o Dodecasa Luigi, Cajani Ernesto, Cairo avv. Giovanni, Camozzi Nino, Caminada Giovanni, Campani Bagnoli prof. Teresina, Camussi Giovanni, Carabellese avv. Domenico, Carcano dott. Giuseppe, Carnevali o Carnevale Angelo mutilato, Carpinteri Paolo, Cartaginesi Alessandro, Casazza prof. Giuseppe, Castelli Oreste, Catenacci Clodoveo, Cattaneo Anselmo o Cattano Adelmo, Cattaneo G.» Causin Guido, Cavallari Bonaventura, Cavallo Cesare, Cavazzoni Alberto, Celli Vincenzo, Cenni Giordano Bruno, Chiaia cap. volontario Angelo, Chieppa Tullio, Chiesa ten. ing. Mario, Chiura o Chiusa Enrico, Cigana Franco, Ciotti Valentino, Citti o Cetti Luigi, Collamati o Colamatti cap. Cesare, Colombi Giuseppe, Colombo Giovanni, Colombo Lodovico, Colombo prof. Pietro, Colzani Erminio o Emilio, Consonni Ferruccio, Conti Rocco, Contri Carlo, Costa Luigi, Costamano Giuseppe, Crippa Achille, Grippa Carlo, Crivelli Gerolamo, Crivelli Giacomo, Crivelli Bonzanini Giulio, Crivelli Vitaliano, Croci Pietro, Cucini Bramante, Daccò F., Daelli volontario Alfredo, Daelli Enrico, D’Andrea Amedeo, D’Angeli Augusto, De Amici Defendente, De Donato cap. Ettore, Defendi Carlo, De Laura Bruno, Del Latte dott. Guido, Dell’Uomo avv. Alfonso, De Luca G. De Nicolai Pietro, De Novellis prof. Giuseppe, Dentici L. R., De Maddalena s. t. Federigo, Palma Adolfo, De Pascale ten. Teofilo, De Regibus Stefano veterano, Dinaie Neos, Dolci Angelo, Dolfìn, Dondena Giovanni, Donelli Franco, Emani Fabrizio, Fabioli avvocato Alessandro, Faccani Arturo, Facchini Raimondo, Failagi o Faillaci Vittorio, Fallonghi Umberto, Fasani Arturo, Fasani Ettore, Fasciolo G., Ferrara Gaetano caporale, Ferrari Osvaldo, Ferrarlo Dante o Ferrano Davide, Fiecchi Alfredo, Fiecchi Arturo, Fiecchi Franco Mario, Foà Dante, Foi Alessandro, Forzinetti Riccardo, Franciosi Giuseppe, Franzoni Mario, Frapponi Mario, Fraschi o Franchi Giovanni, Fratelli Giacomo, Freschi Pietro, Frigerio Armando, Fuini L, Gagliardi Guido, Gaggino Michele, Nicola e Adelina, Galli Alfredo o Alberto, Galli Carlo, Gallina Giuseppe, Galassi Enea, Galimberti Amleto, Galvani Maria, Garavaglia Francesco, Garbini Giuseppe, Gasperi o Gaspari Campani dr. Eugenio, Gentile Filippo, Gentile Giuseppe, Gentile ÌSoliardo, Gera o Gesa Pietro, Gervasoni Giovanni, Ghetti o Ghezzi Domenico, Ghezzi Arturo, Gimelli dottor Giobatta, Giudici Pietro e Fabrizio, Golfi Teresina, Goldmann Cesare, Grassi Libero, Guarnieri Erminio, Guidotti Roberto, Hermann Romano, Ignoto Sebastiano, Imbrico Francesco, Jacchini Luraghi Francesco, Jallonghi Umberto, Lanfranconi avv. Luigi, Lautini G., Legnani Teresina, Leinati Natale, Levi Vito, Liberati Alberto, Ligabue Giuseppina, Lojacomo Luigi, Lonardi Angelo, Lonatis Luigi, Lorenzini Renato, Lucchesi Giuseppe, Magenes Felice, Magni Giovanni, Malavasi Teresina, Maltecca dott. Luigi, Malusardi Edoardo, Malvezzi Carlo, Maietti o Mainetti Rinaldo, Maiocchi Amedeo, Maiocchi Giordano, Manfredi cap. T., Mantovani Giuseppe, Maraldi Amerigo, Marchetti Alfredo, Marconi E., Marconi o Marcon Fulvio, Marcora Enrico, Manaresi Ferruccio, Marescotti ing. Cesare, Mariani Cirillo, Mariani Giovanni, Mariani cap. Luigi, Marini Armando, Marpicati Arturo, Martignoni Luigi, Mazzetti Renato, Masini Enrico, Masuri Pasquale, Mauri Marco, Mazzetti Renato, Mazzocchi Francesco, Mazzola avv. A. G., Mazzoleni o Massolenghi Carlo, Mello Michelangelo, Mele Aurelio, Meraviglia Carlo, Merazzi Fioravanti, Meschini Mario, Michelini Bruno, Mizzari cap. Giuseppe, Mognaschi Aurelio, Modica Antonio, Moja Giuseppe, Mombelli Giuseppe, Monti A., Monzini Carlo, Morisi avv. Celso, Mulazzi Emilio, Mulazzi Luisa, Muller Ernesto Roberto, Muneghina Mario, Nizzari cap. Giuseppe, Nolis Marco, Notari Alessandro, Oderò Giuseppe, Origgi Primo, Osta Mario, Ottolini Marcella De Campi, Palma Attilio, Panichi Fabio, Paolucci Fabio, Pariset dott. Fabio, Pasquini Luigi, Pedalino avv. Giuseppe, Pedrazzoni Teodoro o Edoardo, Peirani Italo, Peirani Fernanda, Pellizzari cap. Edoardo, Pennati ten. Luigi, Percivaldi Pietro, Perini Adolfo, Pesce ing. Gastone, Pesenti avv., Pianigiani Guido, Piano Vincenzo, Pianta Isidoro, Pietra Luigi, Piolti De Bianchi Paolina, Piras Attilio, Pisoni Annoni G., Pogliani Luigi, Ponterra Talin Ubaldina, Ponti dott. Andrea, Porro Luigi, Porta avv. Gabriele Luigi, Postiglione ten. Gaetano, Postiglione Umberto, Pozzi Alessandro, Premoli Ezio, Radice Giuseppe, Raimondi Carlo, Ratti Pietro, -Recanatinì Domenico, Reggiani avv. Cesare, Reggio ten. Giovanni, Ricordi Massimiliano, Rigamonti Donato, Rigamonti Enzo, Rivellini ten, Carlo, Rossi Cesare, Rossi Luciano, Rossi Trento, Sacchetti Francesco, Sala Luigi, Salimbeni Ottorino, Sani dott. Alceste, Saporiti Alberto, Scanavini Corrado o Gerardo, Scapolla Guglielmo, Scotti Pietro, Seves Paolo, Siebanech rag. Pietro, Somaschi Antonio, Somalvico Pietro, Talenti Ercole, Tagliaferri rag. Mario, Tarugi avv. Francesco, Tavelli Bruno, Tedeschi Norsa Ines, Tedeschi ing. Vittorio, Tegami Giuseppe, Tegon Giovanni, Teruzzi prof. Regina, Testori Giovanni, Testori Guglielmo, Tettamanti rag. Paolo, Tinozzi Gigina, Tiraboschi Antonio, Tognetti o Tometti Alfonso, Tominetti Mario, Tonelli Emilio, Torelli Bruno. Torre o Torri Pietro, Torrusio Ernesto, Torti Ferdinando, Travaglioni Giuseppe, Trerè rag. Anselmo, Urio Carlo, Ursi Augusto, Vaccarini avv. Italo, Vai Antonio, Vaja Francesco, Valentini Osvaldo, Valentini Aldo, Valeri dott. Valerio, Valli Cirillo, Vallino Tullio, Valvo o Valio Gaetano, Venegoni Luigi, Verazzi Fioravante, Vergani Angelo volontario, Vezzuti Primo, Vicentini Giuseppe, Villari Giovanni, Vismara Raffaele, Zambaldi Lucio, Zani Enrico, Zanoni Marcello operaio, Zavalloni Oedel, Zenoni Vincenzo, Zoppis Vincenzo, Zerrazzarelli Ugo, Zuliano Mario. — Albenga: Carle Giuseppe. — Ancona: Giacobbe Francesco, Mazzolini Serafino. — Arezzo: Ducei Fortunato. — Ascoli Piceno: Velia dr. Riccardo. — Avellino: Leoni Giuseppe. — Alessandria: Bianchi M., Bonini Luigi, Conca Mario, Fedeli A., Luppi o Lupi G., Perini Camillo, Ranesi o Ravesi Eme, Rapetti Giuseppe, Rossi Felice, Samueli, Signorani, Sudati Luigi. — Adria: Donà ten. Mario, Guarnieri Giovanni. — Affori: Canovi Newton. — Balzola: Del Conte Federigo. — Bagni Porretta: Sbrocca Alberto. — Bari: Ciciriello, Costantino Michele, Di Crollalanza Aroldo, Petrone ten. Savino. — Belluno: Sesti Ilario. — Bergamo: Bartolozzi Ettore, Missiroli ten. Bindo, De Magistris G. F., Ranzanici avvocato, Vajana Alfonso. — Brescia: Gravelli o Garelli Aurelio, Locatelli Mario, Melchiori Alessandro, Muller Gino. Bologna: Bonzani Mario, De Bella Paride, De Flora avv. Mario, Martelli Giuseppe, Mingozzi Enzo, Minguzzi Angelo, Piata Augusto, Poggi Elio studente, Zanetti Nino, Zaniboni Petronio. — Biella: Marassi Clemente. — Binasco: Gorla Giuseppe. — Bolzano: Bellosi Luigi. — Borzoli: Galanzi Giovanni volontario. — Camerino: Gorgolini Pietro. — Carde: Generessi o Genoressi dott. Giuseppe. — Campobasso: Rava Ugo. — Casalza: Passerini ten. Cesare. — Carpi: Paltrinieri dott. Federico. — Catania; Grasso P., Longhisan Leone, Pogliach Bruno, Salomone Salvatore, Stimil Sebastiano, Zuccaia Mariano. — Castiglione delle Stiviere: Battaglia prof. Sebastiano, Boni Giovanni, Cavazzuti Ernesto, Finzi ing. Ernesto, Manfredini Luigi, Molerò Giovanni, Pozzi Socrate. Canosa di Puglia: Capobianco prof. — Cernusco sul Naviglio: De Dionigi Edoardo o Leonardo. — Cinisello: Teti Giuseppe. — Chiasso: Bianchi Ortesio, Mafera G., Massimiliano M. — Chiavari: De Martini Nino, Podestà Giulio Luigi. Chietì: De Matteis N. — Chioggia: Bergamo Marino. — Comacchio: Fabrini Aldo. — Como: Franzetti Domenico. — Concorezzo: Biraghi Carlo. — Cornigliano Ligure: Bartolini Mario, Gianetto Ettore. — Crema: Scomazzetti Rinaldo. Cremona: Barberis o Barbieri Renzo, Farinacci Roberto, Groppali Alessandro, Mainardi Oreste, Toci Torquato, Carlo Cottarelli. — Dovadola: Raggi Garibaldo. Ferrara: Cantore Cordelio, Crepas Attilio, Fassi Carlo, Funegli Romano, Lanzone ten. Telesforo, Manfredini Ugo. — Finale Emilia: Rocca Ladislao. Firenze: Baldi prof. Giovanni, Bevilacqua Peppino, Borsi Manfredo, Cantero Gildo, Carbonai Guido, Carrer ten. Piero, Conti Primo, Fagioli Fino, Frosini dott. Edoardo, Frugis avv. Vito, Gorrieri Gastone mutilato, Lega Achille, Masini Otello, Palermo Vincenzo, Pavolini Corrado, Picchi avv. Adolfo, Ricci Giuseppe, Rossi Ernesto, Selmi Achille, Squarzina o Squazzini Federigo, Terzaghi avv. Michèle, Ungheresi Armando, Venna Lucio. Fiume: Benedetti Giulio giornalista, Chierici o Cherici Valentino, De Campo Antonio, Gaudenzi Guido, Ghiretti Alfredo, Pedrazzi Orazio giornalista, Zambelli Ernesto. — Forlì: Baroncelli Maestro, Bergamo cap. Mario, Ceccanti Edoardo, Maroncelli Maestro volontario, Montanelli Archimede, Ruotini Pio. — Foggia: Granata Giuseppe, Ruta Alberto, Tozzi Mario. — Genova: Ameri Ernesto, Bartoloni Giovanni, Bertolini G., Biava Domenico, Celesia on. Di Vegliasco barone G., De Geromini cap. Angelo, Fancello Niccolò giornalista, Lantini Giuseppe, Lasorte Michelangelo, Lungarini giornalista, Maraffa dott. tenente, Mecheri Eno, Morello Pierino, Pala Cosimo, Pasini Armando, Pittaluga avv. Emilio, Semino Virginio, Stobbia-Taras F. — Gissi (Chieti): Golato o Goato cap. avv. Fulgenzio. — Ivrea: Manfredini Gualtiero. — Lecco: Barbieri prof. Giovanni, Perucca Giovanni. Leonforte: Lamana, — Levanto: Verini cap. Serafino. — Livorno: Ardisson F., Bonelli Livio, Daveggia Giuseppe giornalista, Dolfì Orazio, Guari Benedetto, Marzocchini Vittor Ezio, Porcelli avv. Silvio, Valenti Achille. — Lodi: Scalvini o Scalvino Carlo. — Loreto Aprutino: Acerbo ten. Giacomo. — Luino: Rodari Giuseppe. — Mantova: Marchini Teobaldo. — Matetica: Fabiani Renato, Paternesi Raffaele. — Meldola: Benferrati Giuseppe, Vitali Vincenzo. — Messina: Bicchieri Nunzio. Mezzolombardo: Ambrosi Ernesto giornalista, Bosetti Patrizio contadino. — Modena: Cerati Cesare, Fasciolo cap. Benedetto, Mussarelli, Passerini G. — Mondovì: Campano, Chiarelli, Cortese, Grignani, Minisci. — Mcntebelluna: Moretti Carlo. — Montefiascone: Volpini avv. Bruno. — Montevarchi: Galeffi cap. A., Lombardo Leone Lombardi. — Monza: Osculati Emilio, Parma Giulio, Remartini Adolfo, Sette Giuseppe, Stucchi Samuele. — Mortara: Pezza dott. Francesco. — Montereale (Aquila): Canali cav. Domenico. — Muggiano: Cerutti o Cerrutti Angelo. — Napoli: Casullo Giuseppe, De Angelis Ernesto, Tirassa o Tirassi Romolo. — Novara: Fabbianini o Febbianini Sebastiano, Serena ing. Cesare. Novi Ligure: Fontana Adolfo, Milano prof. Luigi, Palazzo Luigi, Peretti Michelangelo. — Oneglia: Amico Giuseppe, Casco o Vasco dott. G., Lepri Ferdinando, Lina Bruno. — Opera di Valenza: Baldassarre Agostino. — Ortogna: Galli Attilio. — Padova: Munich col. ing., Nardio Giovanni, Seniade o Santade Targelio. — Palermo: Menjer. — Pallanza: Brambilla Ildebrando. — Palmanova: Rinaldi Ivanoe. Parma: Anvresa o Auvres Angelo prof, universitario, Galvani dott. Medardo, Lombardelli Eugenio, Piovesan M., Ravasini Giuseppe. — Pavia: Amusio Erminio, Damoni Aldo, Fraschini Alcide. — Pegli: Scarzi Ranieri dott. Angelo. — Perugia: Guallaccini Vittore. Piacenza: Filiberti dott. Cesare, Massaretti Luigi, Paoletti Guido, Roffia, Bernieri o Vermeri. — Pieve di Cadore: Cesan Benoni. — Pinerolo: Zola Enrico. — Piombino: Arlatti Renato. — Pisa: Paiotti prof. Giuliano. — Pistoia: Maggio. — Poirino: Filippini Vittorio. — Pontremoli: Dami Gino o Lino. — Ponzone: Zerbo Erminio. — Pordenone: Aldaini o Oldaini, Celimi, Falco, Lapi, Maraschini o Moraschini, Rastrelli o Rastelli, Rossi. — Porto Maurizio: Pairolo dott. Annibale. — Prolungo Biellese: Peraldo Primo, Provesan Massimiliano. — Prato: Bresci cav. don Emerico. Preturo (Aquila): Cecchetti A. — Quinto al Mare: divari od Orivari Fortunato. — Ravenna: Gelli o Celli Giuseppe. — Recco: Reboia Amedeo. Reggio Emilia: Bizzarri dott. Domenico, Chiaccioni Valdo, Pinciroli Giuseppe. — Rieti: Silvestri Ugo. — Rivarolo Ligure: Arneri Paride. — Rogoredo: Oderò Giuseppe. — Roma: Carli cap. Mario, D’Alba Auro, De Martino avv. Rodolfo, Murga A. o Murgo, PelHzzari Vico, Persiani avv. Vincenzo, Pino Virgilio, Rocca Enrico, Bolzon Piero, Valente dott. Antonio. Ruvo di Puglia: Di Terlizzi B. — Salerno: Baroni Augusto. — Saluzzo: Medana Mario. — Sampierdarena: Ivaldi ing. Gaetano, Pala Giovanni. — Sanremo: Mangano Achille. — Santorso: Bonazzi ing. Icinio. — Saronno: Zerbi o Zerri Giuseppe. Sarzola: Del Conte F. — Sassari: Manfredi cap. Dino. — Savona: Collandroni giornalista. — Sesto Fiorentino: Guarnieri Arduino. — Sestri Ponente: Tacchini Ezio. — Siena; Bassi Agostino. — Sogliano Romagna: Macrelli, Mengozzi. — Soresina: Bianchi, Foletti Pietro, Livelli. Spezia; Cerutti Angelo, De Marchi Paolo, Fallica Salvatore, Giunghi Aurelio, Rossi Mario. — Stradella: Crini Enrico, Lombardi Giuseppe, Masnata prof. Giovanni. — S. Dona del Piave: Trentini Silvio. — S. Carlo, Canazese: Borio o Dorio Vincenzo. — S. Lucia di Verona: Mannini Settimio.,S. M. Capua Vetere: Messore Tommaso, Soldi Vittorio. — S. Michele Extra: Dorigi Giovanni. — S. Polo di Piave: Mariotti Renato. Torino: Gioda Mario, Romano prof. Pietro, Bachi Donati o Donato Bacchi, Bagnasco Domenico, Barilotti D. o Barinotti, Bellomo Alberto, Bellosio Umberto, Comoglio Gianni, Farinelli Ezio, Ferrara, Imegli L., Mazzi Vittorio, Maiolino o Maiorino ten. Carlo, Monferrari Cario o Monferri, Rava Carlo Massimo. — Torre del Benaco: Caperle Silvio. — Tortona: Savoia geom. Edoardo. Trani: Palmieri N. — Trento: Razza Luigi, Bezzi Ergisto volontario garibaldino e cospiratore, Di Loreto Sabatino, Rasi Angelo. — Treviso: Moretti, Romano Salvatore. — Tricesimo: Talin Gaetano. — Trieste: Agostinelli ing. Pier Gastone, Battigelli ing., Benedetti Adelmo, Drioli Romolo, Fadini ing., Paoloni Francesco. — Tripoli: Mameri Federico. Udine: Parenti Domenico, Ceroni Giannneto — Urbino: Cipollone Nicola. — Varese Ligure: Giovannone dott., Paganini dott. — Venezia: Angeli Alberto, Berenzo Garbini Alberto, Bonaldi A., Caccia Alessandro, Contini Camillo, Gottardi ing. A., Marconi Giulio, Vianello Antonio. — Verona: Barbaro magg., Bresciani Italo, Buchel Giuseppe, Caneva ten., Gelmetti ten., Masprone cap., Poggi Enrico, To-melleri ten., Zappi Ferdinando. — Verrucchio: Frulli Giuseppe. — Vesnich: Malvezzi Ferruccio. Viareggio: Mannucci o Mammucci prof. Carlo, Volta Alessandro. — Vicenza: Danelluzzi cap. David, Marin o Marino ten. Bruno. — Villa Cittanova: Muzzarelli dott. Attilio. — Voltri: Mongini Augusto. Zona di guerra: Agostinelli Iginio, Amadei Berto, Baffetti Arnaldo, Berti Pietro, Calvi comm. A., Cencetti Vincenzo, Dao Giovanni Pietro, Lomini o Lommi Francesco, Paladino Franco, Passerini Cesare, Ragazzi Antonio, Rivola Angelo, Savioli o Salvioli Umberto, Sessi Ubaldo, Sormani Silvio.

Programma dei Fasci Italiani di Combattimento lanciato il 28 agosto 1919.

Comitato Centrale: Milano, via Paolo da Cannobio n. 37, telef. 71-56.

ITALIANI!

Ecco il programma nazionale di un movimento sanamente Italiano. Rivoluzionario, perchè antidogmatico e antidemagogico; fortemente innovatore perchè antipregiudiziale.

Noi poniamo la valorizzazione della guerra rivoluzionaria al disopra di tutto e di tutti.

Gli altri problemi: burocratici, amministrativi, giuridici, scolastici, coloniali ecc. li tracceremo quando avremo creata la classe dirigente.

Per questo noi vogliamo:

Per il problema politico:

a) Suffragio universale a scrutinio di lista regionale, con rappresentanza proporzionale, voto ed eleggibilità per le donne.

b) Il minimo di età per gli elettori abbassato ai 18 anni; quello per i deputati abbassato ai venticinque anni.

c) L’abolizione del Senato.

d) La convocazione di un’assemblea nazionale per la durata di tre anni, il cui primo compito sia quello di stabilire la forma di costituzione dello Stato.

e) La formazione di consigli nazionali tecnici del lavoro, dell’industria, dei trasporti, dell’igiene sociale, delle comunicazioni ecc. eletti dalle collettività professionali e di mestiere, con poteri legislativi, e col diritto di eleggere un Commissario generale con poteri di Ministro.

Per il problema sociale:

NOI VOGLIAMO

a) La sollecita promulgazione di una legge dello Stato che sancisca per tutti i lavoratori la giornata legale di otto ore di lavoro.

b) I minimi di paga.

c) La partecipazione dei rappresentanti dei lavoratori al funzionamento tecnico dell’industria.

d) L’affidamento alle stesse organizzazioni proletarie (che ne siano degne moralmente e tecnicamente) della gestione di industrie o servizi pubblici.

e) La rapida e completa sistemazione dei ferrovieri e di tutte le industrie dei trasporti.

f) Una necessaria modificazione del progetto di legge dì assicurazioni sull’invalidità e sulla vecchiaia, abbassando il limite di età proposto attualmente a 65 anni, a 55 anni.

Per il problema militare:

NOI VOGLIAMO

a) L’istituzione di una milizia nazionale, con brevi periodi di istruzione e compito esclusivamente difensivo.

b) La nazionalizzazione di tutte le fabbriche di armi e di esplosivi, c) Una politica estera nazionale intesa a valorizzare nelle competizioni pacifiche della civiltà, la nazione italiana nel mondo.

Per il problema finanziario:

NOI VOGLIAMO

a) Una forte imposta straordinaria sul capitale a carattere progressivo, che abbia la forma di vera espropriazione parziale di tutte le ricchezze.

b) Il sequestro di tutti i beni delle congregazioni religiose e l’abolizione di tutte le mense vescovili, che costituiscono un’enorme passività per la Nazione, e un privilegio di pochi.

c) La revisione di tutti i contratti di forniture di guerra, ed il sequestro dell’85 % dei profitti di guerra.

Italiani!

Il Fascismo italiano vuol continuare nella sua nuova vita nazionale a valorizzare la grande anima fusasi e tempratasi nel grande cimento bellico; vuol tenere ancora uniti — con una forma di antipartito o di superpartito — gl’Italiani di tutte le fedi e di tutte le classi produttrici per sospingerli alle nuove ineluttabili battaglie che si devono combattere a complemento ed a valorizzazione della grande guerra rivoluzionaria. I Fasci di combattimento vogliono che la somma dei sacrifici compiuti possano dare agli Italiani nella vita internazionale quel posto che la Vittoria ha loro assegnato.

Per questa grande opera tutti devono irreggimentarsi nei Fasci italiani di combattimento.

Il Comitato Centrale.

Testo dei decreti di amnistia emanati in data 2 settembre 1919 dal Governo Italiano—Presidente del Consiglio Nitti. (1)

(1) Si riportano soltanto gli articoli più significativi dei varii decreti.

Il Decreto di Amnistia per i reati militari.

«Art. 1. — È concessa amnistia per il reato di diserzione anche se reiterato qualora la durata dell’assenza arbitraria non abbia superato i sei mesi. Se la durata complessiva della assenza arbitraria abbia superato sei mesi, le pene inflitte o da infliggersi per il reato di diserzione sono commutate in condanna condizionale, sostituendosi al tempo stesso all’ergastolo, la reclusione militare per anni io e riducendosi a 5 anni della stessa pena tutte le altre.

«Sono esclusi i reati di diserzione con passaggio al nemico e i reati di diserzione armata preveduti nell’articolo 4 del D. L. 1° dicembre 1917, n. 1952.

«Art. 2. — È concessa amnistia ai renitenti ed ai disertori che non risposero alla chiamata a visita o alla chiamata alle armi per mobilitazione o durante la guerra, i quali si trovino in una delle seguenti condizioni ecc., ecc.

Il Decreto di Amnistia per i reati comuni e i moti popolari.

«Art. 1. — È concessa l’Amnistia:

«1° Per qualsiasi reato commesso per mezzo della stampa prima del 22 Luglio 1919;

«7° Pei reati commessi in occasione di moti popolari, pubbliche dimostrazioni o tumulti, determinati da cause politiche ed economiche, esclusi l’omicidio ed i reati contemplati dagli articoli 372, n. 1 e 2, 373, 408, 409 Codice Penale.

«8° Reati contro la libertà del lavoro art. 165 e 167 del Codice penale commessi prima del 22 Luglio 1919.

«9° Pei reati di indebito abbandono del proprio ufficio, articolo 181, Codice Penale.

«10° Delitti di violenza o resistenza alle autorità, art. 187 a 190 Codice Penale ed oltraggio contro persone rivestite di pubblica autorità, art. 194 a 196 Codice Penale.

«11° Pei delitti di istigazione a delinquere ed in relazione ad essi per quelli contemplati nell’art. 251 del Codice Penale, purchè l’imputato non abbia subito alcuna precedente condanna per questo reato e purchè si tratti di reati commessi prima del 22 Luglio 1919.

«12° Pei reati preveduti nel Decreto 20 maggio 1915, n. 574, contenente provvedimenti straordinari di pubblica sicurezza.

«13° Pei delitti contemplati dagli articoli 318, 382 del Codice Penale.

«14° Pei reati contro la proprietà non inclusi nei numeri precedenti pei quali l’azione penale non può essere esercitata senza querela.

«15° Per le contravvenzioni prevedute negli articoli 434 a 446, 453 a 459, 475, 476, 482, 493, 494 del Codice Penale e negli articoli 1, 7, 8 della Legge di Pubblica Sicurezza 30 Giugno 1889, e per quelle prevedute nei bandi dei Comandi militari a carico di non militari.

Il Decreto d’Amnistia per i ferrovieri.

«Art. 1. — Per le punizioni inflitte al personale delle Ferrovie dello Stato, per le mancanze commesse entro il periodo dal 24 Maggio 1915, alla data di pubblicazione del presente Decreto, e di cui agli articoli ecc. ecc. sono adottati con effetto dalla data di pubblicazione del presente Decreto i seguenti provvedimenti:

«a) Cessa ogni ulteriore effetto delle censure, delle multe, delle sospensioni dal servizio e dalla retribuzione, delle sospensioni dal grado e dallo stipendio, delle proroghe del termine per aumento normale di stipendio o paga, delle degradazioni o delle retrocessioni applicate alla data di pubblicazione del presente Decreto, e quindi senza effetti retroattivi;

«b) le censure, le multe, le sospensioni dal servizio o dalla retribuzione, le sospensioni dal grado e dallo stipendio, le proroghe del termine per l’aumento normale di stipendio o paga, le degradazioni e le retrocessioni per mancanze previste al primo comma,, e non applicate alla data di presentazione del presente Decreto, vengono condonate con la cessazione di ogni ulteriore effetto;

«e) è estinta l’azione disciplinare per i procedimenti non ancora espletati alla data della pubblicazione del presente Decreto per le mancanze di cui al primo comma.

La Rivoluzione dovrà essere profondamente, schiettamente e fieramente italiana.
Mussolini in Piazza Belgioioso a Milano.

I fascisti milanesi e gli arditi organizzano — il giorno 11 novembre 1919 — un comizio con contraddittorio in piazza Belgioioso a Milano.

Quando il presidente Baseggio annuncia che Mussolini sta per prendere la parola, scoppia un’ovazione grandiosa.

Mussolini incomincia il suo discorso ricordando che fin dall’inizio della lotta elettorale il Popolo d’Italia ed i Fasci di combattimento dichiararono che intendevano di condurre la lotta elettorale con cavalleresca lealtà, rispettando la libertà altrui, decisi tuttavia a tutelare ad ogni costo la propria. «Dicemmo anche — continua Mussolini — che non avremmo nemmeno voluto andare negli altrui comizi elettorali a sostenere contraddittori poichè noi siamo molto scettici sull’efficacia di queste tenzoni oratorie fatte dinanzi a una folla eccitata.

«Riconfermiamo che nessuna intenzione di violenza è in noi, e se violenza dovessimo usare, sarebbe soltanto per respingere tentativi di sopraffazione alla nostra libertà».

Passa quindi ad illustrare il programma dei Fasci, ed accenna subito a una questione fondamentale, i Consigli tecnici:

«La vita della società moderna è di una complessità formidabile e ad essa non sono più sufficienti gli organi primordiali del nostro sistema politico. Noi pensiamo che una delle necessità improrogabili della vita moderna, sia quella di dare il più largo posto alle competenze tecniche e che l’organismo statale debba trasformarsi con l’istituzione dei Consigli tecnici nazionali, eletti dalle organizzazioni di mestiere e professionali e dalle associazioni di cultura.

«Uomini liberi e spregiudicati, noi non abbiamo pregiudizi e pregiudizionali. Ma pensiamo che o le attuali istituzioni si rinnoveranno rapidamente e si adatteranno ai bisogni nuovi, o il loro destino è segnato. E saremo noi, che daremo il tracollo al passato, per inalzare, sulle basi della Nazione, la società nuova.

«Conviene ricordare a questo proposito — dice Mussolini — che noi non siamo contro il proletariato, e nemmeno contro il socialismo, poichè pensiamo che se il socialismo esiste, vuol dire che è una necessità storica. Ma siamo contro tutte le speculazioni che nel nome del proletariato e del socialismo si compiono, a danno dello stesso proletariato e del socialismo.

«A questo proposito io voglio sventare qui, in questa imponente assemblea di popolo, le calunnie infami che si fanno intorno alla mia persona. Badate che io riconosco che gli uomini pubblici sono un po’ come le donne pubbliche, e si ha il diritto di criticare la loro opera fino al limite dell’onesto e anche oltre. Ma io vorrei che uno, uno solo, dicesse quando io e il mio giornale, in cinque anni di quotidiana attività, ci siamo posti attraverso la via delle rivendicazioni operaie; quando io abbia detto o scritto una sola frase che possa giustificare l’accusa che io sia un nemico o anche soltanto un avversario della classe lavoratrice».

Mussolini ricorda le campagne sostenute dal Popolo d’Italia in favore delle rivendicazioni operaie e ricorda che lo sciopero dei fonditori trovò nella sua persona appoggi morali e non soltanto morali.

Un operaio fonditore: — È vero, è vero!

«Io — continua Mussolini — non sono contro la classe operaia ma contro quella politica che pretende di rappresentarla e specula intanto sui suoi dolori e sulle sue miserie. Non contro, ma per la classe operaia, per la quale io reclamo tutte le libertà e il diritto di ascendere a forme sempre più umane di vita. Ho tanta fiducia in questa classe operaia, che io spero essa saprà esprimere dal proprio seno le èlites intelligenti e volitive che sapranno assicurare la grandezza e la prosperità del paese, poichè una Nazione non può essere grande se le classi operaie rimangono abbrutite nella miseria e nella soggezione.

«Sono contro le tirannie anche se si chiamano proletarie: come sono contro quella parte della borghesia inetta e parassitaria che o-stenta le ricchezze male acquistate e la propria imbecillità impotente.

«Tanto poco io e noi dei Fasci siamo teneri per la borghesia, che uno dei principali postulati del nostro programma è la decimazione delle ricchezze, la confisca dei sopraprofitti di guerra e una forte imposta sul capitale».

Mussolini sempre ascoltato religiosamente è interrotto spesso da acclamazioni entusiastiche, illustra i postulati dei Fasci di combattimento, toccando e scolpendo con scorci rapidi e vigorosi i varii aspetti del problema politico e sociale.

«Questo programma i Fasci pongono oggi come piattaforma elettorale, ma noi — dice Mussolini — non ci preoccupiamo se saremo eletti o no. Io non ho mai aspirato alla medaglietta, nemmeno quando mi poteva esser facile conquistarla. E noi tutti siamo uomini a cui la medaglietta non conferisce nè toglie nulla. Noi siamo dei buoni combattenti e sulle basi di questo programma di audacie rinnovatici, combatteremo anche domani in Parlamento e fuori.

«Io ho fede nelle virtù stupende del popolo italiano, e guardo queste vostre salde forze, stagliate romanamente nel bronzo, che ascoltano con tanta attenzione le parole di noi uomini nuovi, sento che questo possente spirito italico non potrà fallire alla sua missione di umanità.

«E dico di umanità perchè noi sentiamo attraverso la Nazione la nostra personalità, e vogliamo che la nostra Nazione sia grande, o pari alle altre Nazioni, in armonia con le quali deve vivere, non dominata e non dominatrice. E per questo programma di giustizia umana — dico umana — noi siamo disposti a cimentare ancora la nostra vita, e quando occorra anche morire».

Un’ovazione imponente sale dalla folla immensa. Gli arditi lanciano il triplice grido: «eja, eja alalà» e la folla risponde con un grido immenso. La dimostrazione indimenticabile dura alcuni minuti.

Allora il maggiore Baseggio dà la parola all’operaio Nini, il quale espone senza incidenti i suoi punti di vista.

La replica di Mussolini.

Prende la parola Benito Mussolini:

«L’operaio Nini — dice — ha potuto constatare che fra noi la libertà di parola è rispettata. Salvo qualche inquietudine che a lui avvezzo ai comizi operai non deve essere sembrata nemmeno interruzione, egli avrà potuto convincersi che la discussione, con noi, non è difficile: mentre certamente sarebbe difficile a qualcuno di noi, se osasse o volesse e chiedesse, come egli ha chiesto a noi stasera, parlare fra gli operai.

«Constatato questo, io autorizzo l’operaio Nini di andare fra i suoi e dire; primo: Che i fascisti non sono mai stati contro la classe operaia e che in cinque anni di vita, mai il Popolo d’Italia ha avversato, dimenticato, o abbandonato una rivendicazione di classe. Lo sciopero dei metallurgici — l’ultimo — informi. Secondo: Che i fascisti seguono con simpatia, anzi, pungolano il graduale elevarsi del proletariato, dalle cui schiere si potranno estrarre le forze più mature e più volitive per la futura cooperazione di governo. Terzo: Che noi non accettiamo nessuna dittatura…

«E contro il blocco infame dell’Intesa abbiamo già alzato la nostra voce. Ma portare qua in Italia, i sistemi e l’etichetta russa, no. Noi siamo Italiani. Abbiamo un’altra mentalità, un’altra anima, un altro passato e se dobbiamo fare la rivoluzione, questa rivoluzione non potrà essere che profondamente che schiettamente, che fieramente italiana. Non russa, non leninista, operaio Nini. Ma ita-lia-na».

I feriti fascisti e il contributo di sangue dei RR. CC. alla Rivoluzione fascista.
Elenco nominativo degli autorizzati dal Comando Generale Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale a fregiarsi del distintivo d’onore per ferita fascista (1).

  1. L’elenco è stato fornito dal Comando Generale della Milizia per il vivo interessamento di S. E. Bazan.

Generalità Data, del ferimento Località

1. Barberini Ennio 10 Dicembre 1919 Scarlino (Firenze)

2. Melchiori Alessandro 9 Ottobre 1919 Firenze

3. Pedoia Luigi 9 Gennaio 1920 Milano

4. Adamo Vincenzo 9 Febbraio 1920 Girgenti

5. Maccari Agostino 12 Aprile 1920 Cetona

6. Leonardi Ugo 24 Aprile 1920 Venezia

7. Pasqualucci Luigi 14 Maggio 1920 Roma

8. Gallino Augusto 1 Giugno 1920 Torino

9. Barlesi Armndo 15 Giugno 1920 Usella Val Bisenzio

10. Tomassini Eugenio 7 Luglio 1920 Perugia

11. Di Biase Angelo 12 Settembre 1920 Ripacandida (Potenza)

12. Polazzo Terzo 17 Settembre 1920 Padova

13. Bolzani Emilio (2 Brevetti ) 17 Settembre 1920 Adria

14. Soldano Alfeo 20 Ottobre 1920 Grosseto

14. De Stefani Giovanni 4 Novembre 1920 Reggio Calabria

16. Berlingeri Carlo 9 Novembre 1920 Civitavecchia

17. Cadetti Giampieri Giuseppe 12 Dicembre 1920 Arcevia (Ancona)

18. Lepri Lepro 12 Dicembre 1920 Ullo (Massa)

19. Tamassia Leonello 15 Dicembre 1920 Badia Polesine

20. Pertegato Arturo 20 Dicembre 1920 Villafranca (Padova)

21. Gasparri Ferruccio 9 Gennaio 1921 Bologna

22. De Luca Romolo 13 Gennaio 1921 Castellammare di Stabia

23. Musolino Luigi 20 Gennaio 1921 Castellamare di Stabia

24. Cerruti Eugenio 23 Gennaio 1921 Torino

25. Bigazzi Capanni Emilio 28 Gennaio 1921 Incisa Valdarno

26. Novelli Alberto 28 Gennaio 1921 Firenze

27. Di Lembo Michele 5 Febbraio 1921 Costamezzana

28. Cantini Arnaldo 21 Febbraio 1921 Bari

29. Musso Ercole 21 Febbraio 1921 Vercelli

30. Intini Alfredo 25 Febbraio 1921 Cerignola

31. Cantono Di Ceva Stanislao 26 Febbraio 1921 Vercelli

32. Macera Vincenzo 27 Febbraio 1921 Torre Annunziata

33. Donzelli Giasone 27 Febbraio 1921 Firenze

34. Manci Fenice 27 Febbraio 1921 Firenze

35. Pieracci Guido 28 Febbraio 1921 Firenze

36. Pizzimenti Antonio 28 Febbraio 1921 Reggio Calabria

37. Caroli Filippo 1 Marzo 1921 Firenze

38. Pilati Angelo (2 brevetti) 1 Marzo 1921 Brescia

39. Morelli Giuseppe 1 Marzo 1921 Pisa

40. Ciampini Augusto 2 Marzo 1921 Pontedera

41. Gellona Aleandro 6 Marzo 1921 Trino Vercellese

42. Baldo Antonio 11 Marzo 1921 Cavarzere

43. Perna Francesco 14 Marzo 1921 Livorno

44. Bonandrini Matteo 19 Marzo 1921 Agnadello (Cremona)

45. Lezzani Carlo 20 Marzo 1921 Bra

46. Giarrimaglichella Ettore 20 Marzo 1921 Chieti

47. Romeo Pietro 21 Marzo 1921 Perugia

48. Agostini Augusto 27 Marzo 1921 Città di Castello

49. Magrini Vasco 4 Aprile 1921 Novoli (Firenze)

50. Paltrinieri Alfonso 11 Aprile 1921 Moglia di Gonzaga

51. Gazzotti Igino 16 Aprile 1921 Modena

52. Polk Leonida 17 Aprile 1921 Macerata

53. Fabbri Antonio 17 Aprile 1921 Civitella di Romagna

54. Ravasini Giuseppe 17 Aprile 1921 Parma

55. Fabbri Enrico 17 Aprile 1921 Rivarolo

56. Sestini Carlo 18 Aprile 1921 Incisa Valdarno

57. Prati Mario 19 Aprile 1921 Parma

58. Brega Pietro 21 Aprile 1921 S. Damiano al Colle

59. Benenti Angelo 21 Aprile 1921 S. Damiano al Colle

60. Brandolini Bassano 21 Aprile 1921 S. Damiano al Colle

61. Ceccarelli Enrico (Mutilato) 30 Aprile 1921 Siena

62. Bianchini Ferdinando 30 Aprile 1921 Orvieto

63. Parnisari Carlo 2 Maggio 1921 Bogogna Ossola

64. Tosoni Camillo 2 Maggio 1921 Viterbo

65. Franco Natale 5 Maggio 1921 Concordia Sagittaria

66. Montorsi Attilio 5 Maggio 1921 Chieti

67. Ticca Giammaria 6 Maggio 1921 Cittadella

68. Cherubini Umberto 8 Maggio 1921 Venezia

69. Rindi Adelmo 10 Maggio 1921 Poggio Caiano

70. Ponzetti Angelo 12 Maggio 1921 Arella

71. Parenti Guido 12 Maggio 1921 S. Eufemia della Fonte

72. Merlo Mario 12 Maggio 1921 Castelnuovo Bagnano

73. Monari Edmondo 14 Maggio 1921 Sala Bolognese

74. Muzzi Filippo 15 Maggio 1921 Sora

75. Marzano Emanuele 15 Maggio 1921 Sora

76. Ghardenghi Mario 16 Maggio 1921 Viareggio

77. Spagnoli Ugo 17 Maggio 1921 Livorno

78. Botti Oreste 21 Maggio 1921 S. Giustino di Romagna

79. Ballerini Felice 22 Maggio 1921 Valdostavo

80. Carretta Giuseppe 27 Maggio 1921 Imola

81. Gherardi Adolfo (2 Breve ti) 2 Giugno 1921 Venezia

82. Mimati Gastone 2 Giugno 1921 Carrara

83. Bergamo Giovanni 4 Giugno 1Pontecchio di Rovigo

84. Ranieri Giuseppe 14 Giugno 1Venezia

85. Marchi Romeo 15 Giugno 1921 Pievepelago

86. Gerace Osvaldo 15 Giugno 1921 Venezia

87. Perini Giacomo 18 Giugno 1921 S. Benedetto Po

88. Franceschini Roberto 19 Giugno 1921 Torre di Fano

89. Marocchi Umberto 30 Giugno 1921 Virgilio (Mantova)

90. Trombotto Vittorio 1 Luglio 1921 Vigevano

91. Stevani Vittorio 2 Luglio 1921 Cormons

92. Tommi Anacleto 2 Luglio 1921 Poggio Caiano

93. Mancia Antonio 9 Luglio 1921 Foligno

94. Ferini Erasmo 11 Luglio 1921 Rieti

95. Ganassini Sesto 12 Luglio 1921 Toiano (Carrara)

96. Piscini Leobino 12 Luglio 1921 Amelia

97. Cimini Amedeo 13 Luglio 1921 Firenze

98. Luzzatti Carlo 16 Luglio 1921 Livorno

99. Semoli Renzo 17 Luglio 1921 Livorno

100. Alioto Tommaso 17 Luglio 1921 Livorno

101. Scoti Bertinelli Ugo 18 Luglio 1921 Livorno

102. Chierigi Gino 19 Luglio 1921 Livorno

103. Lopez Pegna Mario 19 Luglio 1921 Livorno

104. Giovannini Mario 19 Luglio 1921 Orte

105. Baglioni Guido 20 Luglio 1921 Sarzana

106. Bovio Mario 20 Luglio 1921 Vercelli

107. Stella Alfredo (2 Brevetti) 20 Luglio 1921 Ascoli Piceno

108. Guerra Luciano 21 Luglio 1921 Sarzana

109. Galardini Mario (Mutilato) 21 Luglio 1921 Sarzana

110. Camisato Carlo 21 Luglio 1921 Adria

111. Genero Aldo 21 Luglio 1921 Venezia

112. Maselli Archinto 26 Luglio 1921 Castello di Serravalle

113. Baldelli Giuseppe 28 Luglio 1921 Umbertide

114. Gallarotti Carlo (3 Brevetti) 31 Luglio 1921 Varallo Sesia

115. Ceresa Emilio 4 Agosto 1921 Milano

116. Ruggeri Luigi 8 Agosto 1921 Fermo

117. Lufrani Oscar 9 Agosto 1921 Terni

118. Cavallini Gino 9 Agosto 1921 Rovigo

119. Oriani Angelo 13 Agosto 1921 Fontanella

120. Bombelli Giovanni 15 Agosto 1921 Pavia

121. Rassa Ottaviano 16 Agosto 1921 Ferrara

122. Corradini Giulio 19 Agosto 1921 Rieti

123. Cerruti Natale 21 Agosto 1921 Casale

124. Falegnami Ulderico 28 Agosto 1921 Ponte del Rio (Perugia)

125. Gherardi Enrico 29 Agosto 1921 Bologna

126. Albertazzi Ezio 29 Agosto 1921 Vigevano

127. Ambrosi Giuseppe 2 Settembre 1921 Castiglion de’Pepoli

128. Ronconi Attilio 5 Settembre 1921 Pavia

129. Tani Alfredo (2 Brevetti) 5 Settembre 1921 Incisa Valdarno

130. Tamburini Tullio 8 Settembre 1921 Firenze

131. Uberti Rosolo 10 Settembre 1921 Agnadello (Cremona)

132. Baldracchini Carlo 20 Settembre 1921 Fermo

133. Guida Luciano (2 Brevetti) 20 Settembre 1921 Cappella Picenardi

134. Frigerio Giovanni 25 Settembre 1921 Bisogna (Brescia)

135. Rissi Massimiliano 26 Settembre 1921 Modena

136. Lisotti Vittorino 26 Settembre 1921 Modena

137. Cattelani Ugo 2 Ottobre 1921 Villa Fossoli (Carpi)

138. Longo Gino 7 Ottobre 1921 Bezzecca di Trento

139. Monteguti Matteo 16 Ottobre 1921 S. Agata Bolognese

140. Molinari Pietro 16 Ottobre 1921 Brescia

141. Manzini Antonio 16 Ottobre 1921 Manaro sul Panaro

142. Del Grosso Antonio 16 Ottobre 1921 Milano

143. Moroni Dante 22 Ottobre 1921 Agnadello (Cremona)

144. Ferrari Paolo 22 Ottobre 1921 Salsomaggiore

145. Illari Giuseppe 23 Ottobre 1921 Parma

146. Furbotti Gaetano 23 Ottobre 1921 Parma

147. Soldatini Clemente 23 Ottobre 1921 Grosseto

148. Piccioni Giovanni 28 Ottobre 1921 Cremona

149. Bertolini Francesco 30 Ottobre 1921 Signa

150. Guglini Carmelo 6 Novembre 1921 Bevagna

151. Tosi Ettore 9 Novembre 1921 Roma

152. Ramaccioncini Guido 10 Novembre 1921 Roma

153. Versino Ettore (Mutilato) 10 Novembre 1921 Roma

154. Fondelli Cesare 10 Novembre 1921 Roma

155. Bottiani Augusto 21 Novembre 1921 Piacenza

156. Scolari Antonio 28 Novembre 1921 R. Emilia

158. Colombi Livio 1 Gennaio 1922 Cremona

158. Vieri Vezio 1 Gennaio 1922 Roccastrada

159. Manfredini Ruggero 8 Gennaio 1922 Carrara

160. Pialli Pietro 12 Febbraio 1922 Umbertide

161. Valle Mario 27 Febbraio 1922 Pisa

162. Vannata Leonardo 3 Marzo 1922 Firenze

163. De Ambrosi Anrico 10 Marzo 1922 Laveno

164. Cantafora Mario 21 Marzo 1922 Napoli

165. Bordandini Renato (Mutil.) 2 Aprile 1922 Forlì

166. Marroncini Vittorio 2 Aprile 1922 Pontedera

167. Montani Fernando 16 Aprile 1922 Terni

168. Guidarelli Adriano 17 Aprile 1922 Pergola (Pesaro)

169. Miollo Igino 23 Aprile 1922 Belluno

170. Caporali Giovanni (2 Brev.) 26 Aprile 1922 Ravenna

171. Pesce Mario 26 26 Aprile 1922 Ravenna

172. Campagnoli Gino (2 dist.). 1 Maggio 1922 Brescia

173. Giannelli Guglielmo 1 Maggio 1922 Velletri

174. Degli Espositi Giovanni 1 Maggio 1922 Monte Avezzano

175. Balzaretti Andrea 1 Maggio 1922 Parma

176. Balestrieri Cesare 7 Maggio 1922 Cremona

177. Carocci Luigi 12 Maggio 1922 Livorno

178. Speranza Angelo 12 Maggio 1922 Soriano del Cimino

179. Scotti Mario 13 Maggio 1922 Gradesco (Cremona)

180. Protti Ezio 21 Maggio 1922 Novara

181. Candelori Mario 24 Maggio 1922 Roma

182. Percora Attilio 24 Maggio 1922 Acropoli

183. Cristadoro Giovanni 24 Maggio 1922 Roma

184. Semadini Eugenio 24 Maggio 1922 Roma

185. Varacca Paolo 25 Maggio 1922 Parma

186. Scarono Arrigo 21 Giugno 1922 Albino

187. Andretta Mosè 21 Giugno 1922 Padova

188. Della Torre Ernesto 11 Luglio 1922 Bergamo

189. Dimitri Antonio 21 Luglio 1922 Milano

190. Stabilini Ugo 24 Luglio 1922 Agnadella (Cremona)

191. Nicolai Camillo 24 Luglio 1922 Agnadella (Cremona)

192. Vistoli Olimpico 26 Luglio 1922 Ravenna

193. Rossi Dino 1 Agosto 1922 Livorno

194. Mariani Aldo 1 Agosto 1922 Monza

195. Ferrari Domenico 2 Agosto 1922 Pavia

196. Gemmato Vittorio 2 Agosto 1922 Bari

197. Martinelli Carlo (Mutilato) 5 Agosto 1922 Genova

198. Carnevalini Francesco 7 Agosto 1922 Soriano del Cimino

199. Barzali Alberto 8 Agosto 1922 Urbino

220. Palombari Carlo 20 Agosto 1922 Civitanova

201. Regnoni Mauro 20 Agosto 1922 S. Vito Romano

202. Barbieri Ugo 24 Agosto 1922 Treviso

203. Bini Giuseppe 28 Agosto 1922 S. Pietro a Sieve

204. Ferri Pietro 28 Agosto 1922 Osoppo (Friuli)

205. Oldani Antonio 4 Settembre 1922 Moncalieri

206. PalladiniAlessandro(M. 2 d.) 7 Settembre 1922 Popoli

207. Ferrari Atlantico (2 dist.) 15 Settembre 1922 Brescia

208. Zandini Francesco 27 Settembre 1922 Marano (Verona)

209. Roman Francesco 1 Ottobre 1922 Susegana

210. Carnidi Luigi 1 Ottobre 1922 Ghedi (Brescia)

211. Danesi Domenico 2 Ottobre 1922 Montirone (Brescia)

212. Recine Teobaldo Carlo 4 Ottobre 1922 Benevento

213. Imbriani Enrico (2 dist.) 4 Ottobre 1922 Roma

214. Provinciali Giovanni 8 Ottobre 1922 Zara

215. Catalano Ignazio 8 Ottobre 1922 Motta S. Giovanni

216. Romita Antonio 15 Ottobre 1922 Oneglia

217. Figino Renato 15 Ottobre 1922 Rivarolo

218. Furlotti Gaetano 16 Ottobre 1922 Parma

219. Sechi Marco Tullio 16 Ottobre 1922 Parma

220. Lanzi Italo 21 Ottobre 1922 Palestrina

221. Guaschino Oreste 24 Ottobre 1922 S. Martino Saccomanni

222. Catenacci Settimio 27 Ottobre 1922 Cremona

223. Piva Ercole 27 Ottobre 1922 Cremona

224. Felisari Giuseppe 27 Ottobre 1922 Cremona

225. Brighenti Alfredo 27 Ottobre 1922 Cremona

226. Lavelli Leo 27 Ottobre 1922 Cremona

227. Belotti Achille 28 Ottobre 1922 Casal de’Pazzi (Roma)

228. Carfari Antonio 28 Ottobre 1922 Roma

229. Ciniglia Enrico 28 Ottobre 1922 Roma

230. Savio Riccardo 28 Ottobre 1922 Verona

231. Vignali Giovanni 29 Ottobre 1922 Milano

232. Caporali Tersilio 29 Ottobre 1922 Roma

233. Camarri Goffredo (2 Brev.) 29 Ottobre 1922 Civitavecchia

234. Mancini Gino 29 Ottobre 1922 Roma

235. Minesi Antonio 29 Ottobre 1922 Milano

236. Mina Mario 29 Ottobre 1922 Milano

237. Morandotti Giovanni 30 Ottobre 1922 Pavia

238. Amerio Alberto 4 Novembre 1922 Calosso

239. B onici Ugo 1 Novembre 1922 Collegno

240. Ciocchetti Salvatore 3 Novembre 1922 Vercelli

241. Balducci Dioclezio 25 Dicembre 1922 Domo (Ancona)

242. Cantoni Severino 17 Dicembre 1922 Longa di Rivolto (Udine)

243. Chiani Arrigo 26 Dicembre 1922 S. Piero a Ponti

244. Archi Luigi

245. Bianchi Arturo

246. Barone Domenico

247. Berte Giuseppe

248. Ba!ducei Arduino

249. Ceresa Emilio

250. Campagnoni Rino

251. Carocci Luigi

252. Ciceri Serafino

253. De Angelis Crescenzio

254. Ferrari Domenico

255. Ferrara Gaetano

256. Gherardenghi Mario

257. Guerra Luciano

258. Ganapini Sisto

259. Gallina Augusto

260. Gualla Rocco

261. Giannotti Giovanni

262. Gasparri Dante

263. Gravelli Asvero

264. Iole Antonio

265. Iezzani Carlo

266. Livorano Corrado

267. Lazzari Carlo

268. Linossi Giovanni

269. Martini Ermano

260. Magrini Vasco

271. Mino Riccardo

272. Noccioli Aurilio

273. Nori Rodolfo

274. Perini Giacomo

275. Pallonre Rosario

276. Portalupi Angelo

277. Soldatini Alfredo

278. Tronconi Attilio

279. Zauli Naldi Beniamino

N. B. Per questi 40 appartenenti alla Milizia non sono stati rintracciati i relativi documenti personali: le loro generalità, come autorizzati a fregiarsi del distintivo di ferita risultano soltanto da una rubrica generale impiantata allo scopo dall’Ufficio Matricola di questo Comando che nei primi tempi della costituzione della Milizia era incaricata a riguardo.

Comando Generale

M. V. S. N.

Direzione Centrale di Sanità

Il Console Generale medico

Dirigente il Servizio Sanitario

f.to De Plato cav. uff. Dr. Carlo

N. B. — Il Console Generale De Plato Carlo è stato nel 1919 a Roma aggredito e ferito dai sovversivi.

Elenco degli squadristi feriti e mutilati autorizzati a fregiarsi del segno di ferita dal P. N. F. e pensionati per minorazione (1).

(1) Elenco fornito dalla Direzione del P. N. F. anche per l’interessamento della signora Mezzomo, presidentessa dell’Associazione Nazionale Famiglie Caduti Fascisti.

Cerniti Carmine, Torino, 3 Dicembre 1919. — Casarotto Ernesto, 1a cat. (pensione per minorazione di 1a categoria) e assegni superinvalidità, Grande Invalido, Milano 15 Aprile 1919; Lodi, 6 Novembre 1919; Cassano d’Adda, 20 Settembre 1920 e 4 Agosto 1922. — Carletti Giuseppe’Giampieri, 1a cat., Arcevia (Ancona), 12 Dicembre 1920. — Breviglieri Giuseppe, Persiceto (Bologna), Gennaio 1920. — Tadini Germanico, 1a cat., ed assegni di superinvalidità, Grande Invalido, Milano, 22 Giugno 1920. — De Floriani Ivo, 4a cat., Lucca, 14 Dicembre 1920. — Benelli Fioravante, 4a cat., Prato, 31 Ottobre 1920. — Santoro Leopoldo, 9a cat., Roma, 24 Maggio 1920. — Berlingeri Carlo, 9a cat., Civitavecchia (Roma), 9 Novembre 1920. — Bollino Domenico, 1a cat., e assegni di superinvalidità, Grande invalido, Roma, 19 Dicembre 1920. — Bomba Leo, 9a cat., Roma, 24 Maggio 1920. — Consolani Franco, Roma, 30 Ottobre 1920. — Di Biase Angelo, 10a cat., Ripacandida (Potenza), 12 Settembre 1920. — Roccatelli Paolo, 10a cat., Roma, 24 Maggio 1920. — Bardella Carlo, 10a cat., Monfalcone (Trieste), 30 Dicembre 1920. — Stefani Vittorio, 5a cat., Venezia, 21 e 27 Dicembre 1920; Mestre nel 1921; Roma, Ottobre 1922. — Pasqualucci Luigi, 6a cat, Roma, 24 Maggio 1920. — Ranieri Giuseppe, 10a cat., Chioggia, 20 Novembre 1920; Venezia, 13 Marzo e 4 Giugno 1921. — Benedetti Angelo, 10a cat., S. Damiano al Colle (Pavia) 21 Aprile 1921; Brandolini Antonio, 10a cat., S. Damiano al Colle (Pavia), 21 Aprile 1921. — Brega Pietro, 8a cat., S. Damiano al Colle (Pavia), 21 Aprile 1921. — Brandolini Bassano, 10a cat., S. Damiano al Colle (Pavia), 21 Aprile 1921. — Fugazza Giuseppe, 10a cat., S. Damiano al Colle (Pavia), 21 Aprile 1921. — Maggioni Primo, 7a cat., Cassolnovo (Pavia), 15 Maggio 1921. — Vercelli Emilio, 9a cat., Foligno (Perugia), 21 Aprile 1921. — Boila Giuseppe, 4a cat., Perugia, 21 Marzo 1921. — Di Prospero Enrico, 10a cat., Gubbio (Perugia), 11 Aprile 1921. — Fratini Elio, 8a cat., Foligno (Perugia), 7 Agosto 1921. — Graziani Pietro, 4a cat., Assisi (Perugia), 19 Giugno 1921. — Masi Carlo, 10a cat., Castiglion del Lago (Perugia), 15 Maggio 1921. — Mazzoni Umberto, 9a cat., Foligno (Perugia), 7 Agosto 1921. — Nocchi Biagio, 9 cat., Foligno (Perugia), 23 Aprile 1921. — Romeo Pietro, 7a cat., Perugia, 21 Marzo 1921. — Sanvico Mario, 4a cat., Perugia, 24 Gennaio 1921. — Tommasini Matteucci Eugenio, 8a cat., Città di Castello (Perugia), 15 Maggio 1921. — Colivicchi Wascinton, 8a cat., Volterra (Pisa), 22 Maggio 1921. — Gabrielli Giorgio, 6a cat., S. Frediano a Settimo (Firenze), 24 Luglio 1921. — Mazzanti Lamberto, 10a cat., S. Croce sull’Arno (Pisa), 12 Luglio 1921. — Morelli Giuseppe, 8a cat., Pisa, 1° Marzo 1921. — Pizzimenti Antonio, 1a cat. e assegno di superinvalidità, Grande Invalido, Reggio Calabria, 28 Febbraio 1921. — D’Avolio Pier Luigi, 8a cat., Reggio Emilia, 8 Aprile 1921. — Jori Giacomo, 9a cat., Reggio Emilia, 28 Febbraio 1921. — Scolari Orlando, 8a cat., Poviglio (R. Emilia), 28 Novembre 1921. — Bicci Alfredo, ioa cat., Montevarchi (Arezzo), 19 Maggio 1921. — Ciani, Ottorino, 6a cat., Firenze, 28 Gennaio 1921. — Ciofrni Guido, 7a cat., Foiano della Chiana (Arezzo), 17 Aprile 1921. — Collinucci Giuseppe, 6a cat., Bologna, Febbraio 1921. — Donnini Giulio, 6a cat., Cave (Roma), 23 Dicembre 1921. — Fegino Giuseppe, 1a cat., e assegno superinvalidità, Grande Invalido, Foiano della Chiana (Arezzo),17 Aprile 1921. — Capanna Osvaldo, 1a cat. e assegno superinvalidità, Grande Invalido, Roma, 12 Novembre 1921. — Giovannini Mario 8a cat., Orte (Roma), 13 Luglio 1921. — Santicchioli Gino, 8a cat., Sarzana (Spezia), 21 Luglio 1921. — Versino Ettore, 5a cat., Roma 10 Novembre 1921. — Bergamo Giovanni, 8a cat., Pontevecchio (Rovigo), 5 Giugno 1921. — Cavallini Remo, 5a cat., Cavarzere (Rovigo), 3 aprile 1921. — Cavallini Gino, 10a cat., Donada (Rovigo), 13 Agosto 1921. — Conforti Umberto, 2a cat., Anguillara Veneta (Rovigo), 18 Luglio 1921. — Faccioli Pietro, 8a cat., Stienta (Rovigo), 30 Ottobre 1921. — Mazzocco Riccardo, 6a cat., Ferrara, 28 Febbraio 1921. — Merlo Mario, 6a cat., Castelnuovo Bariano (Rovigo), 12 Maggio 1921. — Pellegrinelli Mario, 6a cat., Occhiobello (Rovigo), 12 Giugno 1921. — Pellegrinelli Bruno, 2a cat., Occhiobello (Rovigo), 12 Giugno 1921. — Ceccarelli Enrico, 4a cat., Siena, 20 Aprile 1921. — Amati Luigi, Papignano (Terni), 15 Maggio 1921. — Locci Egisto, 7a cat., Papigno (Terni), 15 Maggio 1921. — Lufrani Oscar, 9a cat., Terni, 9 Agosto 1921. — Sconocchia Giorgio, 8a cat., Terni, 21 Luglio 1921; Ancona, 6 Agosto 1922. — Trippa 9a cat., Piediluco (Terni), 15 Maggio 1921. — Mariotti Dante, 8a cat., Moncalieri, 17 Giugno 1921, Cranio dott. Gaetano, Cittadella Veneta (Treviso), 6 Maggio 1921. — Dallo Specchio Giovanni, 3a cat., Gonegliano (Genova), 16 Maggio 1921. — Barchi Leo, 6a cat., Muggia (Trieste) 17 Luglio 1921. — Croci Gastone, 4a cat., Trieste, 12 Settembre 1921. — Mioni Arrigo, 8a cat., Capo d’Istria, 20 Giugno 1921. — Perna Francesco, Trieste, 14 Marzo 1921. — Spagnoli Ugo, 8a cat., Livorno, 17 Maggio 1921. — Baldo Antonio, 10a cat., Cavarzere (Rovigo), 1° Marzo 1921. — Bartolin Lorenzo, 9a cat,, Dolo (Venezia), 22 Agosto 1921. — Crovato Vittorio, 10a cat., Venezia, 9 Aprile 1921. — Gerardi Adolfo, 8a cat., Venezia, 5 Aprile, 1° Giugno, 18 Luglio 1921. — Biondi Bartolomeo, 6a cat., Castelfocognano (Arezzo), 29 Maggio 1921. — Chisci Aurelio, 9a cat., Chitignano (Arezzo), 20 Novembre 1921. — Coppelli Giovanni, 8a cat., Foiano della Chiana, 17 Aprile 1921. — Dal Piaz Bruno, 2a cat., Foiano della Chiana, 17 Aprile 1921. — Liberatori Virgilio, Foiano della Chiana, 17 Aprile 1921. — Gentilucci Amilcare, 7a cat., Anghiari, 9 Giugno 1921. — Terziano Livio, 6a cat., Cortona (Arezzo), 23 Aprile 1921. — Pace Giuseppe, 2a cat., Occhiobello (Bari), 12 Giugno 1921. Vitali Giovanni, 9a cat., Romano di Lombardia (Bergamo), 8 Maggio 1921. — Alpi Armando, 9a cat., Medicina (Bologna), 5 Maggio 1921. — Ambrosi Giuseppe, 4a cat., Castiglione, 2 Settembre 1921; e 29 Ottobre 1922. — Bizzarri Ugo, 10a cat., Bologna, 2 Marzo 1921. — Cazzoli Alessandro, 10a cat., Bologna, 2 Febbraio 1921. — Cevolani Enzo, 8a cat., Pieve di Cento (Ferrara), 7 Marzo 1921. — Francheschi Roberto, 6a cat., Bologna, 19 Giugno 1921. — Gherardi Enrico, 9a cat., Castiglione dei Pepoli, 29 Agosto 1921. — Lipparini Alfonso, 7a cat., Marzabotto (Bologna), 19 Settembre 1921. — Marchi Luigi, 5a cat., Marzabotto (Bologna), 25 Maggio 1921. — Martignoli Vincenzo, 5a cat., Monzuno (Bologna) 10 Aprile 1921. — Menteguti Matteo, 7a cat., S. Agata Bolognese, 16 Ottobre 1921. — Ponzetti Angelo, 9a cat., Castelnuovo Bariano (Rovigo), 12 Maggio 1921. — Vignutelli Umberto, 8a cat., Crespellato (Bologna), 14 Maggio 1921. — Caretta Giuseppe, 8a cat., Imola, 27 Maggio 1921. — Cornaglia Felice, 5a cat., Brà (Torino), 18 Aprile 1921. — Bonetti Emilio, 8a cat., Polesella (Ferrara), 18 Settembre 1921. — Bulgarelli Luigi, 8a cat., Lagosanto (Ferrara), 16 Ottobre 1921. — Conforti Cleonte, 6a cat., Codigoro (Ferrara), 12 Agosto 1921. — Faccini Giovanni, 6a cat., Portomaggiore (Ferrara), 28 Marzo 1921. — Foschini Primo, Ponte Lagoscuro (Ferrara), io Aprile 1921. — Klinger Umberto, 8a cat., Rovigo, 9 Gennaio 1921. — Travasoni Luigi, 9a cat., Argenta (Ferrara), 3 Settembre 1921. — Tennani Enzo, 6a cat., Ferrara, 15 Aprile 1921. — Bertolini Francesco, 2a cat., Signa (Firenze), 30 Ottobre 1921. — Bolognini Renato, 9a cat , Sarzana, 21 Luglio 1921. — Borghi Silvio, 10a cat., Carrara, 17 Luglio 1921. — Cimini Amedeo, 8a cat., Firenze, 13 Luglio 1921. — Donzelli Giasone, 8a cat., Firenze, 27 Febbraio 1921. — Fratoni Bruno, 8a cat., Firenze, 3 Settembre 1921. — Focardi Alfonso, 10a cat., Moglia di Gonzaga (Modena), 12 Aprile 1921. — Fondelli Cesare, 10a cat., Roma, io Novembre 1921. — Gori Augusto, 10a cat., Certaldo, 28 Febbraio 1921. — Gori Giorgio, 8a cat., Certaldo, 28 Febbraio 1921. — Gucci Ugo, 9a cat., Firenze, 27 Febbraio 1921. — Mangi Felice, 8a cat., Firenze, 27 Febbraio 1921. — Minini Gastone, 9a cat., Carrara, 2 Giugno. .1921. — Novelli Alberto, 9a cat., Firenze, 27 Genaio 1921. — Rindi Adelmo, 9a cat., Poggio a Caianò, 13 Marzo 1921. — Scotti Bertinelli Luca, 10a cat., Livorno, 19 Luglio 1921. — D’Incerti Adoacre, 7a cat., Carpi (Modena), 21 Maggio 1921. — Maselli Archinto, 10a cat., Castello di Serravalle (Modena), 26 Luglio 1921. — Muzioli Gino, 9a cat., Modena, 26 Settembre 1921. — Niccolai Luigi, Castello di Serravalle (Modena), 16 Giugno 1921. — Paltrinieri Alfonso, 3a cat., Moglia di Gonzaga (Modena), 12 Aprile 1921. — Zulato Gioacchino, 10a cat., Modena, 26 Settembre 1921. — Zucchi Leo, 9a cat., Raverino (Modena), 8 Agosto 1921. — Musolino Luigi, 9a cat. Castellammare di Stabia, 20 Gennaio 1921. — Cattalani Ugo, ioa cat., Carpi (Modena), 8 Ottobre 1921. — Nicola D’Alò, Cerignola, 15 Gennaio 1921. — Gelmi Arnaldo, 8a cat., Abbiategrasso (Milano), 10 Maggio 1921 — Massa Ubaldo, 6a cat., Carrara, 4 Dicembre 1921. — Ricci Mario, 8a cat., Sarzana, 21 Luglio 1921. — Tonini Ovidio, 8a cat., Sarzana, 21 Luglio 1921. — Dall’Amico Guglielmo, 9a cat., Sarzana, 21 Luglio 1921. — Falco Fernando, 8a cat., Sarzana, 21 Luglio 1921. — Ghelardini Mario, 9a cat., Sarzana, 21 Luglio 1921. — Martinelli Cesare, S. Benedetto Po’(Mantova), 18 Giugno 1921. —Marocchi Umberto, Virgilio (Mantova), 30 Giugno 1921. — Migliari Galfìrio, 3a cat., Sermide (Mantova), 21 Giugno 1921. — Perini Giacomo, 10a cat., S. Benedetto Po’(Mantova), 18 giugno 1921. — Prati Mario, Parma, 19 Aprile 1921. Viretti Giuseppe, Noceto (Parma), 5 febbraio 1921. — Caccia Guido, Porto Mantovano, 15 Maggio 1921. — Dal Seno Mario, 1a cat., e assegni speciali, Ostiglia (Mantova), 31 Ottobre 1921. — Canali Carlo Parma, 24 Maggio 1921. — Conforti Gino, Langhirano (Parma), 10 Luglio 1921. — Ferrari Paolo, Salsomaggiore, 22 Ottobre 1921. — Fogolla Luigi, Lesignano dei Bagni (Parma), 1° Novembre 1921. — Caputo Luigi, 6a cat , (cieco di un occhio), Ugento (Lecce), 17 Luglio 1921 — Ballerini Felice, 7a cat., Valdottavo (Lucca), 22 Maggio 1921 — Baralla Aldo, 7a cat., Valdottavo (Lucca), 22 Maggio 1921. — Fabbri Antonio, Civitella di Romagna, 17 Aprile 1921. — Giovannetti Settimio, Galeata (Forlì), 15 Gennaio 1921. — Iori Giacomo, Reggio Emilia, 28 Febbraio 1921. — Lorenza Antonio, Albissola, 3 Novembre 1921. — Bertagna Emanuele, 7a cat., Vezzano Ligure, 30 Agosto 1921. — Camarri Goffredo, Civitavecchia, 30 Ottobre 1921. — Tancredi Giov. Battista, Incisa Valdarno (Firenze), 15 Settembre 1921. Tani Alfredo, 9a cat., Incisa Valdarno (Firenze), 15 Settembre 1921. — Fuga Dante, 10a cat., Venezia, 8 Aprile 1921. — Sacchi Pietro, 2a cat., Firenze, 28 Febbraio 1921. — Zango Natale, 7a cat., Concordia Sagittaria (Venezia), 5 Maggio 1921. — Prosdocimi Cesare, 6a cat., Veronella (Verona), 17 Luglio 1921. — Rigon Giovanni, 10a cat., Schiavon (Vicenza), 20 Ottobre 1921. — Orlich Alessio, 3a cat., Antignana d’Istria (Pola), 29 Maggio 1921. — Tassini Filiberto, Maresego (Pola), 15 Maggio 1921. — Tommi Anacleto, 8a cat., Poggio a Caiano (Firenze), 3 Luglio 1921. — Cantatore Ottavio, Cerignola (Bari), 17 Aprile 1921. — Lupo Nicola, 9a cat., Cerignola (Bari), 25 Febbraio 1921. — Albertone Angelo, Lerma (Ales.), 5 Giugno 1921. — Bonzani Attilio, 6a cat., Coniolo Monferrato, 26 Maggio 1921. — Macchi rag. Mario, 7a cat., Alessandria, 4 Settembre 1921. — Masserano Giovanni, 10a cat., Frassinelle Monferrato, 25 Dicembre 1921. — Sala Raimondo, 7a cat., Alessandria, 8 Giugno 1921. — Ceresa Erminio, 9a cat., Milano, 4 Agosto 1922. — Cavagna Francesco, 5a cat., Cervesina (Parma), 21 Agosto 1922. — Fruttini Manlio, 4a cat., Milano, 29 Ottobre 1922. — Giuliani Enrico, 5a cat., Perugia, 19 Aprile 1922. — Martini Ernano, 9a cat., Perugia, 12 Marzo 1922. — Pugi Minelio, 6a cat., Laiatico (Pisa), 1° Maggio 1922. — Vistoli Renato Olimpio, 9a cat., Ravenna, 26 Luglio 1922. — Gullì Carmelo, 4a cat., Motta S. Giovanni (R. Calabria), 8 Ottobre 1922. — Zanichelli Guerrino, 9a cat., Reggio Emilia, 1° Maggio 1922. — Cristadoro Giovanni, 10a cat., Roma, 24 Maggio 1922. — De Paola Mario, 9a cat., Roma, 24 Maggio 1922. — Joli Fausto, 9a cat., Milano, 16 e 31 Ottobre 1922. — Lanzi Italo, 9a cat., Palestrina (Roma), 28 Ottobre 1922. — Montanari Alfredo, 9a cat,, (Mantova), 28 Ottobre 1922. — Marucci Ettore, 7a cat., Villeneuve, 10 Settembre 1922. — Pasqualetti Rodolfo, 9a cat., Roma, 29 Ottobre 1922. — Praturlon Gavino, 6a cat., Roma, 24 Maggio 1922. — Palladini Alessandro, 5a cat., Popoli (Aquila), 7 Settembre 1922. — Petroncini Vico, 10a cat., Cervia (Ravenna), 29 Giugno 1922. — Benevolo Amedeo, 10a cat., Ricaldone (Alessandria) 28 Maggio 1922. — Cassola Alessandro, 3a cat., Alessandria, 2 Agosto 1922. — Cont Pietro, 8a cat., Chieri, 9 Agosto 1922. — De Merich Arturo, 1a cat., Stresa, 8 Settembre 1922. — Figini Edilio, 10a cat., Novi Ligure, 9 Luglio 1922. — Mazzarelli Enrico, 9a cat., Novi Ligure, 1° Agosto 1922. — Goacci Foscolo, 2a cat., Castelleone di Suasa, 19 Ottobre 1922. — Pergolini Alfredo, 5a cat., Ancona, 28 Ottobre 1922. Caffari Antonio, 9a cat, Roma, 28 Ottobre 1922. — Berti Luigi, 4a cat., Roma, 28 Ottobre 1922. — Mancini Gino, 8a cat., Roma, 30 Ottobre 1922. — Manneschi Felice, 10a cat., Cofolona (Arezzo), 5 Marzo 1922. — Chieffi Lorenzo, 10a cat., Terzili (Bari), 8 Maggio 1922. — Moro Angelo pensionato, Casingo (Bergamo), 10 Ottobre 1922. — Brighenti Alessandro, 7a cat., Budrio (Bologna), 10 Aprile 1922. — Carboni Giorgio, 4a cat., Pesaro, 5 Agosto 1922. — Degli Espositi Giov., pensionato, Monte Avezzano, 1° Maggio 1922. — Evangelisti Foscolo Bruno, 3a cat., Bologna, Marzo 1921 e 3 Settembre 1922. — Pietro Ferri, Oppodo, 15 agosto 1922. — Giordani Ferdinando, 8a cat., Bologna, 29 Ottobre 1922. — Giovannetti Settimo, 9a cat., Galeata (Forlì), 15 Gennaio 1922. — Librenti Albertina, 2a cat., Bologna, 18 Aprile 1922. — Michelagnoli Filiberto, 8a cat., Rimini, 7 Agosto 1922. — Bosio Vincenzo, 9a cat., Carpenedolo (Brescia), 9 Aprile 1922. — Carnidi Luigi, 5a cat., Ghedi (Brescia), 2 Ottobre 1922. — Vaccaru Calcedonio, 8a cat., Serradifalco (Caltanissetta), Settembre 1922. — D’Onofrio Vincenzo, 8a cat., S. Croce di Magliano (Lazio), 5 Ottobre 1922. — Minesi Antonio, 8a cat., Milano, 29 Ottobre 1922. — Bertotti Luciano, 10a cat., Milano, 28 Ottobre 1922. — Figna Vittorio, Rimini, 7 Agosto 1922. — Vaccari Marcello, Ardenza (Livorno), f8 Agosto 1922. — Catenacci Settimio Bordolano (Cremona), 20 Ottobre 1922. — Colombi Silvio, Bonemorse (Cremona), 1° Gennaio 1922. — Guindani Angelo, 8a cat., Cremona, 27 Ottobre 1922. — Lanzoni Primo, Cremona, 11 Dicembre 1922. — Piccioni Giovanni, Pieve d’Olmo (Cremona), 27 Ottobre 1922. — Savio Ercole, Azzanello (Cremona), 25 Maggio 1922. Spelta Pietro, 10a cat., Grotta d’Adda (Cremona), 15 Agosto 1922. — Ughini Tobia Umberto, 10a cat., Castiglione del Lago, 19 Agosto 1922. — Lapi Elio, 9a cat., S. Romano (Pisa), 10 Maggio 1922. — Mariani Renato, 9a cat., Pontedera (Pisa), 29 Agosto 1922. — Moretto Italo, 8a cat., Roma, 28 Ottobre 1922. — Ricco Bruno, 9a cat., Incisa Val d’Arno (Firenze), 4 Marzo 1922. — Vacchi Luigi, 9a cat., Castelvetro Piacentino, 12 Marzo 1922. — Zanetti Zanettio, 1a cat.,, e assegni di superinvalidità, infermità. conseguita in seguito a disàgi per la causa Nazionale anteriormente al Novembre 1922. — Gabrielle Pietro, 8a cat., S. Maria Capua Vetere, 18 Settembre 1922. — Cattaneo Ernesto, 1a cat., Intra, 20 Agosto 1922. — Meazza Francesco, 8a cat., Milano, giugno 1922. — Albanesi Antonio, 9a cat., Milano, 4 Agosto 1922. — Basilico Ferdinando, 6a cat., Milano, 3 Agosto 1922. — Bertotti Luciano, 10a cat., Milano, 22 Ottobre 1922. — Bongi Giuseppe, 9a cat., Ricardone (Milano), 28 Maggio 1922. — Martinelli Carlo, 8a cat., Genova, 5 Agosto 1922. — Menconi Asdrubale, 9a cat., Avenza (Carrara), 26 Febbraio 1922. — Veneri Cesare, 9a cat., Mantova, 28 Ottobre 1922. — Zanella Umberto, 9a cat., Mantova, 28 Ottobre 1922. — Palvarini Ugo, 10a cat., Mantova, 28 Ottobre 1922. — Banesi Domenico, 4a cat., Montirone (Bergamo), 2 Ottobre 1922. — Dall’Amico Renato, Bergiola (Carrara), 8 Gennaio 1922. — Parenti Umberto, Parma, 25 Maggio 1922. — Ferraris Perindio, Volta Mantovana, 4 Giugno 1922. — Bia Ermanno, Neviano degli Arduini (Parma), 13 Febbraio 1922, — Losi Virginio, 7a cat., Salsomaggiore (Parma), 30 Agosto 1922. — Losi Luigi, Fontano (Parma), 17 Giugno 1922. — Bellicchi Bartolomeo Parma, 31 Ottobre 1922. — Ferrarotti Eligio, Novara, 28 Ottobre 1922. — Bordandini Giuseppe, 8a cat., Forlì, 2 Aprile 1922. — Vieri Vezio, Roccastrada (Grosseto), 1° Gennaio 1922. — Marano Saverio, 8a cat., S. Severo (Foggia), 4 Agosto 1922. — Stigliani Giacomo, 8a cat., S. Nicandro Gorganico (Foggia), 11 Luglio 1922. —Montanari Adelmo, 9a cat., S. Giorgio (Mantova), 28 Ottobre 1922. — Pennestri Domenico, 10a cat., Roma, 24 Maggio 1922. — Regnoni Mauro, 8a cat., S. Vito Romano, 20 Agosto 1922. — Vespa Francesco, 9a cat., Bologna, 7 Luglio 1922. — Rovigati Ugo, 3a cat., Gaiba (Rovigo), 28 Ottobre 1922. — Savaris Alberto, 4a cat., Boara Polesine (Rovigo), 15 Marzo 1922. — Volzone Gaetano, 9a cat., Sarno (Salerno), 4 Febbraio 1922. — Pallini Dante, Sarzana (Spezia), 7 Apriìe-2 Maggio-12 Agosto 1922. — Galassi Carlo, 9a cat., Terni, 4 Agosto 1922. — Cosà Silvio, ioa cat., Genova, 2 Agosto 1922. — Roman Francesco, 7a cat., Susegana (Treviso), 1° Ottobre 1922. — Barbieri Ugo, 9a cat., Treviso, 24 Agosto 1922. — D’Ambrosio Enzo, 2a cat., Trieste, 14 Febbraio 1922. — Hrovat Emilio, 1a cat., Trieste, 15 Giugno 1922. — Hubmann Enrico, 6a cat., Trieste, 16 Giugno 1922. — Bertotti Luciano, 10a cat., Milano, 28 Ottobre 1922. — Minesi Antonio, 8a cat., Roma, 29 Ottobre 1922. — Chiais Francesco, 9a cat., Roma, 29 Ottobre 1922. — Argonauta Mario, 7a cat., Vercelli, 25 Giugno 1922. — Ceccato Lamberto, 6a cat., Milano, 29 Ottobre 1922. — Oldani Antonio, 7a cat., Moncalieri, 5 Settembre 1922. — Palazzo Terzo, pensionato, a Padova, ferito prima della Marcia su Roma. — Brandes Umberto, Padova, ferito prima della Marcia su Roma. — Tenerani Mario, Sarzana (Spezia), ferito prima della Marcia su Roma. — Dicasamichele Michele, Torino, ferito prima della Marcia su Roma. — Giannatelli Antonio, Taranto, ferito prima della Marcia su Roma. — Netti Silvestro, Ginosa (Taranto), ferito prima della Marcia su Roma. — Sallusti Egidio, Trieste, ferito prima della Marcia su Roma. — Baccini Amilcare, Varese, ferito prima della Marcia su Roma. — Pittaluga Eugenio, 5a cat., Spezia, affetto da infermità per disagi anteriormente al Novembre 1922. — Spinetta Pier Paolo, 9a cat., Sarzana (Spezia), infermità consecutiva in seguito ai disagi sofferti anteriormente al Dicembre 1922. — Garbegna Guido, 5a cat., Voghera, affetto da infermità per disagi sofferti durante la Marcia su Roma. — Rosetti Luigi, 1a cat., assegno superinvalidità, Grande Invalido, Gubbio, (Perugia), affetto da infermità consecutiva a disagi sofferti anteriormente al Novembre 1922. — Franci Augusto, 1a cat., e assegno superinvalidità, Grande Invalido, Roma, affetto da infermità contratta nel Maggio 1922, in una spedizione a Nocera Umbra. — Cannone Pasquale, 1a cat., e assegno superinvalidità, Grande Invalido, Andria (Bari), affetto da infermità contratta per disagi per la causa nazionale. — Pellegrini Arnaldo, 1a cat. e assegno superinvalidità, Grande Invalido, Corchiano (Viterbo), affetto da infermità consecutiva a lesioni riportate nel Maggio 1921, e ad altri disagi anteriormente al Novembre 1922, a Civitavecchia. — Zanello Amerigo, 1a cat., assegno superinvalidità, Grande Invalido, Palazzolo della Stella (Udine), affetto da infermità consecutiva ai disagi sofferti anteriormente al Novembre 1922. — Tammasia Riccardo, Checcacci Attilio, Rentini Pasquale, Beglio Igino, Cittadini Riccardo, Dindelli Valentino, Dini Dino, Giannelli Guglielmo, Giorgi Vittorio, Lepri Lepro, Menci Dino, Menci Giuseppe, Papini Antonio, Qudri Gualtiero, Severini Edoardo, Antonani Vito, Cantini Arnaldo, Fiore Leonardo, tutti da Bari; Danesi Giuseppe, Tanchini Luigi, Tassani Giuseppe, tutti da Brescia; Catania Fortunato da Catania; Cirianni Antonio da Catania; Roattino Giuseppe, Taddeucci Lorenzo (tutti feriti dopo la Marcia su Roma). — Parnisari Carlo ferito a Novara prima della Marcia su Roma — Landi Giuseppe, 1a cat., con assegni di superinvalidità, Grande Invalido, Ospedaletto Lodigiano (Milano), ammalato in seguito ai disagi. — Mauri Luca, 1a cat., con asssegni di superinvalidità, Grande Invalido, Milano, ammalato in seguito ai disagi. — Montaldo Leonardo, 1a cat., assegnici superrinvalidità, Grande Invalido, Genova. — Salerno Carlo, Milano, ferito prima della Marcia su Roma. — Avogadro Alfredo, ferito a Milano, ferito prima della Marcia su Roma. — Abbiati Giuseppe, ferito a Milano, ferito prima della Marcia su Roma. — Baccini Amilcare, Milano, ferito prima della Marcia su Roma. — Banfi Ettore, Magenta (Milano) ammalato in seguito ai disagi. — Zucchetti Mario, Massa Carrara, ferito prima della Marcia su Roma. — La Cauza Giorgio, Novara di Sicilia, La Cauza Giuseppe, Novara di Sicilia. Frediani Andrea, Massa Carrara, feriti prima della Marcia su Roma. — Candellini Quintino, Goito (Mantova), — Michelazzi Luigi, 5a cat., Busseto (Parma), ammalato per i disagi. — Frisenna Augusto, Grande Invalido, Gallipoli (Lecce), ammalato per i disagi. — Luceri Giuseppe, Grande Invalido, Galatina (Lecce), ammalato per i disagi. — Parnisari Carlo, ferito a Novara, ferito prima della Marcia su Roma. — Dongo Giuseppe, ferito prima della Marcia su Roma. — Scarzani Aurelio, Forlì, ferito prima della Marcia su Roma. — Arrivabene Antonio, Balestrieri Luigi, Belisci Giovanni, Bonamente Giuseppe, Bonifaci Anselmo (tutti da Mantova feriti prima della Marcia su Roma). — Bonetti Angelo, Brescia, ferito prima della Marcia su Roma. — Mingo Ferminio, Monteracotto (Ancona). — Palazzi Emanuele, Potenza, Grande Invalido. — Del Grosso Giuseppe, Avellino. — Dioguardi Gaetano, Ariano di Puglia (Avellino). — Guerriero Carmine, Avellino. — Calvario Nicola, Bari. — Stefanelli Celestino, Benevento. — Montardini Marco, Bergamo. — Franco Mario, Bari. — Danesi Domenico, Brescia, ferito prima della Marcia su Roma. Bruzzano Luigi, pensionato per malattia. — Gamelli Filippo, Catanzaro, ferito prima della Marcia su Roma. — Dionigi Gaudio, Ortona a Mare, pensionato per malattia. — Baccini Amilcare, Quasso al Monte, ammalato. — De Laura Bruno, Quasso al Monte, ammalato. — Motti Antonio, Germignaga (Como), ammalato. — Greci Ignazio, Soresina (Cremona), ferito prima della Marcia su Roma. — Mari Oreste, Cremona, pensionato per malattia. — Pagadi Dante, Grotta d’Adda (Cremona), ferito prima della Marcia su Roma. — Del Lucchese Leo, Firenze, ferito prima della Marcia su Roma. — Dalla Casa Bruno, Napoli, ferito prima della Marcia su Roma. — Del Grosso Antonio, ferito prima della Marcia su Roma. — Plauto Enrico, Torre Annunziata (Napoli), ferito prima della Marcia su Roma. — Macera Vincenzo, pensione di 9a cat., Torre Annunziata (Napoli), ferito prima della Marcia su Roma.

Elenco dei militari dell’Arma dei Carabinieri Reali morti o feriti per la causa del Fascismo dal 1919 al 1922.

Militari dell’Arma morti e feriti nel 1919.

Carabiniere ausiliario Battistelli Nicola, ferito a Novi Ligure l’11 Novembre 1919. — In servizio d’ordine pubblico fu colpito al capo da una sassata lanciatagli da dimostranti sovversivi.

Maresciallo maggiore Simonetto Antonio, ferito a Torre Bormida il 25 Gennaio 1919. — Impegnata colluttazione con un sovversivo disertore che tentava sottrarsi all’arresto riportò contusioni e lesioni gravi.

Carabiniere Reniaudo Tommoso, ferito a Pollenzo il 5 Marzo 1919.

— Mentre cercava di trarre in arresto un sovversivo disertore fu colpito da questi con una pugnalata.

Carabiniere Castelli Luigi, ferito a Ovada il 19 Maggio 1919. — Oltraggiato senza ragione alcuna da un sovversivo, pregiudicato, tentò trarlo in arresto ma quegli, spalleggiato da alcuni compagni, potè resistergli e ferirlo piuttosto gravemente.

Maresciallo maggiore Giampaolo Sante, ferito a Varallo Sesia il 23 Maggio 1919. — Accorso in aiuto di un militare dell’Arma che stava per essere disarmato da quattro sovversivi, venne aggredito e ferito da uno dei ribelli.

Carabiniere ausiliario Bianco Secondo, ferito a Torino il 29 Maggio 1919. — Mentre procedeva, con altri militari allo scioglimento di un pubblico comizio, venne colpito con due sassate da parte di un gruppo di dimostranti sovversivi, riportando contusioni di una certa entità.

Carabiniere Delande Giacomo, ferito a Torino il 13 Giugno 1919. — Mentre si accingeva a trarre in arresto tre sovversivi che dal tetto della Camera del lavoro avevano lanciato dei mattoni contro la forza, pubblica, veniva colpito con un punteruolo da uno dei ribelli.

Carabiniere ausiliario Reineri Giuseppe, ferito a Torino il 13 Giugno 1919. — Comandato con altri militari a sciogliere un gruppo di dimostranti di fronte alla Camera del lavoro, venne colpito gravemente da un colpo di rivoltella.

Maresciallo maggiore Luzzani Primo, ferito a Torino il 13 Giugno 1919. — Intento a sciogliere un Comizio di fronte alla Camera del lavoro, venne colpito con una sassata e con una bastonata, riportando contusioni multiple.

Maresciallo maggiore Martinez Marcello, ferito a Torino il 13 Giugno 1919. — Intento a sciogliere un Comizio di fronte alla Camera del lavoro, rimase colpito da una sassata.

Carabiniere ausiliario Giaccardi Michele, ferito a Torino il 13 Giugno 1919. — Comandato con altri militari a sciogliere un gruppo di sovversivi che commetteva disordini, rimase ferito da un colpo di rivoltella.

Carabiniere Rizzola Giuseppe, ferito a Torino il 13 Giugno 1919. — Mentre con altri militari procedeva allo scioglimento di un gruppo di dimostranti sovversivi, rimase colpito da due sassate.

Carabiniere Stefanelli Pompilio, Maresciallo maggiore Pollina Romolo e carabiniere Soccal Abele; feriti a Torino il 16 Settembre 1919.

— Avendo sbarrato il passo ad un forte gruppo di dimostranti sovversivi, furono fatti segno a lancio di sedie, tavolini, bottiglie ecc., tolte da un bar, per cui rimasero tutti e tre feriti.

Vice brigadiere Magno Alessandro, ferito a Torino il 2 Ottobre 1919. — Mentre con altri militari inseguiva in camion un gruppo di dimostranti sovversivi, venne ferito da un colpo di rivoltella.

Carabiniere Bruno Giuseppe, ferito a Torino il 2 Ottobre 1919. — Comandato con altri militari a sciogliere un comizio, ricevette una sassata da parte di un dimostrante.

Carabiniere Ottima Giovanni, ferito a Torino il 5 Novembre 1919.

— Comandato con altri militari a sciogliere un assembramento, fu colpito da un dimostrante con un colpo di bastone.

Maresciallo Capo Bonin Vincenzo, ferito a Torino il 6 Novembre 1919. — Nello sciogliere un assembramento durante moti sovversivi, venne colpito con un calcio e gettato a terra da uno sconosciuto, riportando contusioni varie di una certa entità.

Carabiniere Invernizzi Leonardo, ferito a Torino il 6 Dicembre 1919. — In servizio d’ordine pubblico venne colpito da sassi lanciati da dimostranti sovversivi.

Carabiniere Braga G. Battista, ferito a Torino il 7 Novembre 1919

— In servizio d’ordine pubblico durante moti sovversivi venne colpito da sassi lanciati da dimostranti.

Carabiniere Guerrato Dante, ferito a Torino il 18 Novembre 1919.

— Rimase ferito per lo scoppio di una bomba a mano lanciata da uno sconosciuto durante una dimostrazione sovversiva.

Vice brigadiere Odello Giacomo, ferito a Torino il 2 Dicembre 1919. — Reduce dal servizio di guardia, venne, senza ragione alcuna, affrontato e percosso con pugni da un gruppo di dimostranti sovversivi.

Appuntato Cigala Silvio, ferito a Torino il 2 Dicembre 1919. — Durante un servizio di ordine pubblico, affrontato da alcuni sovversivi e disarmato della sciabola, venne colpito e ferito con l’arma stessa.

Carabiniere Carreddu Federico, ferito a Galliate il 20 Luglio 1919. — Intento a sciogliere un assembramento durante lo sciopero generale, venne colpito alla testa con arma da taglio.

Appuntato De Giovanni Luca e carabiniere Cavaglià Ernesto, feriti a Sanfront il 10 Novembre 1919. — In servizio d’ordine pubblico durante moti sovversivi, vennero colpiti da sassi lanciati dai dimostranti.

Maresciallo maggiore Ceriana Carlo, ferito a Sanfront il 10 Novembre 1919. — In servizio d’ordine pubblico durante moti sovversivi, fatto segno a violenza da parte di dimostranti, riportò contusioni varie di una certa entità.

Brigadiere Summo Donato e carabiniere Tanghetti Giacomo, feriti a Trino Vercellese il 9 Novembre 1919. — In servizio d’ordine pubblico vennero percossi da dimostranti, riportando ferite e contusioni varie.

Carabinieri Borotti Francesco, Busca Ignazio, Berta Giuseppe appuntato Mochi Felice, feriti a Alpignano il 30 Novembre 1919. — Trovandosi di servizio in abito simulato, vennero aggrediti e feriti da dieci sovversivi che tentavano di sopraffarli.

Maresciallo maggiore Manara Giuseppe, ferito a Milano il 13 Aprile 1919. — Bastonato, calpestato ed accoltellato alla schiena mentre alla testa del suo drappello procedeva, assieme ad altre truppe ed agenti della forza pubblica, allo scioglimento di un assembramento di migliaia di sovversivi abbandonatisi ad ogni sorta di violenze.

Carabiniere Cordola Luigi, morto a Milano il 2 Dicembre 1919; Tenente Calzato sig. Pietro, carabinieri Grioni Giovanni, Mischianti Giuseppe, Barbati Angelo, brigadiere Strada Gaetano, carabinieri Paggi Antonio, Storelli Domenico, Longati Secondo, Tomasini Silvio, Brunetti Alessandro, Arcangeli Augusto, feriti a Milano il 2 Dicembre 1919. — Durante l’opera di repressione di gravi tumulti popolari e di manifestazioni sediziose nel centro della città, il carabiniere Cordola rimaneva ucciso dal fuoco dei rivoltosi e tutti gli altri riportavano ferite di notevole entità. — Prima di soccombere il bravo carabiniere Cordola — alla cui memoria fu tributata la medaglia d’argento al valor militare — mandato l’ultimo suo saluto alla madre lontana, dava splendida, ammirevole ed esemplare prova di italianità e di nazionale fratellanza con le sue ultime parole: «Mi dispiace solo di essere ucciso da italiani».

Brigadiere Ricotti Silvio, carabinieri: Vati Severino, Mantoni Vincenzo, Roveda Luigi, Volpi Giacomo, Mello Giuseppe, Marchesi Agostino, Granata Agostino, Cerati Arturo, Bellotti Sante, Castiglioni Angelo, Petroni Urbano, feriti a Brescia il 5 e 6 Luglio 1919. — Intervenuti per sedare una grave sommossa popolare, provocata dai partiti estremi — durante la quale migliaia di facinorosi tentarono di saccheggiare negozi e di dar l’assalto all’armeria Franchi — rimasero tutti feriti.

Maresciallo allog. Badino Giuseppe e carabiniere D’Angelo Peppino, feriti a Spezia l’11 Giugno 1919. — In occasione di moti popolari suscitati dai partiti sovversivi, i militari dell’Arma intervennero per ristabilire l’ordine. Il maresciallo Badino, in tale circostanza, fu colpito gravemente con più revolverate sparategli a bruciapelo da un anarchico e il carabiniere D’Angelo riportò pure ferite di arma da fuoco nel conflitto che ne seguì.

Carabiniere Vannini Vincenzo, morto a S. Stefano di Magra il 13 Giugno 1919 e brigadiere Blane Antonio, ferito a S. Stefano di Magra il 13 Giugno 1919. — In servizio di ordine pubblico, furono d’improvviso fatti segno a ripetuti colpi di pistola da due anarchici per cui caddero entrambi gravemente colpiti e il carabiniere Vannini poche ore dopo decedette.

Capitano Corini sig. Giacinto, carabiniere Tagliaferri Enrico, feriti a Izzano il 25 Ottobre 1919; brigadiere Morettini Vittorio, ferito a Chieve il 25 Ottobre 1919. — Durante uno sciopero agrario, anarchici e socialisti andavano commettendo violenze e saccheggi di ogni genere. Durante l’azione repressiva della forza pubblica, i controscritti militari rimasero feriti da colpi di bastone ad opera di sovversivi.

Carabiniere Predella Ettore, ferito a Sampierdarena il 3 Dicembre 1919. — In occasione di dimostrazione sovversiva, alcuni facinorosi penetrarono in un negozio di armi saccheggiandolo ed impossessandosi di fucili. L’intervento della forza pubblica, venne accolto con atti di violenza, durante i quali rimase ferito da un colpo di moschetto il carabiniere Predella.

Carabiniere ausiliario Andreoni Emilio, ferito a Firenze il 25 Gennaio 1919. — Durante la traduzione di un detenuto, che eseguiva unitamente ad altro militare nel quartiere di S. Frediano, abitato in maggioranza da comunisti, dovette sostenere colluttazione con un forte gruppo di sovversivi che intendeva di liberare l’arrestato, venendo colpito gravemente alla testa da una sassata.

Carabinieri Sargeni Agostino e Tacconi Michele, feriti a Firenze il 3 Luglio 1919; Carabinieri Bonavia Antonio e Moricciani Giovanni, feriti a Firenze il 4 Luglio 1919. — In occasione di saccheggi di magazzini, a cui si abbandonarono elementi sovversivi per tre giorni consecutivi, intervennero per contenere il furore popolare e procedere all’arresto dei facinorosi, riportando nelle colluttazioni lesioni da armi da taglio e da bastoni.

Tenente colonnello Massart cav. Lorenzo, ferito a Firenze il 9 Ottobre 1919. — In occasione del Congresso inaugurale dei Fasci di combattimento, con intervento dell’on. Mussolini, si verificarono tra fascisti e sovversivi vari tafferugli in uno dei quali i fascisti furono assaliti a colpi di rivoltella dagli avversari. Per il pronto intervento dell’Arma furono evitate luttuose conseguenze. Nella circostanza il contrassegnato Ufficiale riportò contusioni per un colpo di sedia ricevuto da un comunista.

Carabiniere Beligni Eugenio, brigadiere Orsi Pietro, maresciallo allog. Bellezza Sisto, feriti a Firenze il 7 Novembre 1919. — Nel transitare isolatamente per la città, vennero aggrediti e malmenati da una comitiva di sovversivi rimanendo feriti per colpi di bastone alla testa.

Carabiniere Andreoni Giulio, ferito a Firenze l’11 Novembre 1919.

— In servizio di traduzione fu affrontato da una comitiva di sovversivi che invano tentò liberare l’arrestato. Nella colluttazione riportò ferite alla testa per colpi di bastone.

Carabinieri Togniarelìi Attilio, Luisotti Ferruccio, Mancini Amedeo, feriti a Sesto Fiorentino il 9 Novembre 1919. — Ferite prodotte da armi da fuoco e taglio e da bastoni.

Brigadiere Marcuzzi Marzio, ferito a Borgo San Lorenzo il 9 Novembre 1919. — In occasione di comizio elettorale affrontò, unitamente ad altri militari, un gruppo di circa 1000 sovversivi con bandiera rossa, per impedire loro l’ingresso in città, riuscendo a sequestrare il vessillo e a disperdere i socialisti. Nella circostanza rimase ferito da un colpo di bastone al capo.

Carabiniere Tornei Giovanni, ferito a Pontassieve il 3 Dicembre 1919. — In occasione di sciopero generale, intervenuto per impedire violenze, fu dai sovversivi accerchiato e colpito gravemente alla testa con una bastonata.

Carabinieri Stanghellini Pietro, Tucci Giuseppe, Amatucci Mario, Gagliardi Sesto, Morandi Emilio, Casi Donato, feriti a Sarteano il 16 Dicembre 1919. — Per protestare contro l’operato dell’Arma che aveva proceduto all’arresto di cinque sovversivi autori di lesioni, si formò un comizio a cui intervennero circa 1200 leghisti dei dintorni quasi tutti armati. La folla accesa dai discorsi di un socialista si scagliò contro i militari dell’Arma, sparando vari colpi di arma da fuoco, venendo così a colluttazione con i carabinieri che risposero al fuoco. In tale circostanza, i militari su ricordati riportarono ferite varie per colpi di arma da taglio e di bastone.

Maresciallo maggiore Bennati Rocco, ferito a Fossombrone il 28 Settembre 1919. — Durante disordini provocati da comunisti ed anarchici, venne aggredito da alcuni sovversivi, riportando gravi lesioni.

Maresciallo Capo Bandettini Giuseppe, ferito a Bibbiena il 20 Luglio 1919. — Intervenuto con alcuni dipendenti per sedare una dimostrazione antifascista inscenata da sovversivi, mentre si accingeva ad arrestare un comunista che cercava di aggredire un fascista, fu proditoriamente colpito da un sasso alla regione occipitale.

Carabiniere Barriale Pasquale, morto a Socavo il 12 Maggio 1919.

— Mentre interveniva in aiuto di alcuni militari aggrediti da sovversivi, riceveva un colpo di rivoltella al petto per cui decedette.

Carabiniere Cammarota Beniamino, ferito a Napoli il io Maggio 1919. — In occasione di grave ribellione da parte di elementi sovversivi che tentavano assaltare la caserma Vicaria, i militari dell’Arma che colà si trovavano ne uscirono affrontando i ribelli e disperdendoli. Nella circostanza il carabiniere Cammarota fu raggiunto da un colpo di pistola che lo ferì gravemente.

Capitano Bonetti cav. Giuseppe, ferito a Messina il 7 Luglio 1919. — Intervenuto con un reparto di carabinieri per sbandare un gruppo di socialisti che volevano incendiare la tipografìa della Gazzetta, rimase ferito da un colpo di sasso.

Carabiniere Mangano Salvatore, ferito a Catania il 7 Luglio 1919. — In occasione di gravi disordini provocati dai socialisti la città fu occupata militarmente con impiego di mitragliatrici e di cannoni. Nella circostanza il carabiniere Mangano rimase ferito da un colpo di bastone.

Vice brigadiere Zacco Salvatore, ferito a Canicattini Bagni il 6 Dicembre 1919. — Mentre un corteo di elementi nazionalisti percorreva il paese fu aggredito dai socialisti. L’Arma che proteggeva il corteo fu oggetto di fitta sassaiola e nella circostanza il vice brigadiere Zacco rimase ferito.

Carabiniere ausiliario Meriggioli Sante, ferito a Roma il 28 Giugno 1919. — Mentre assieme ad altri militari dell’Arma provvedeva allo scioglimento di una dimostrazione sovversiva, riportava contusioni varie.

Maresciallo maggiore Zugliani Ernesto, appuntato Guidobaldi Egidio, feriti a Roma il 9 Luglio 1919. — In occasione di saccheggi di magazzini cui si abbandonarono elementi sovversivi, intervenuti con altri militari per contenere il furore popolare, riportarono contusioni varie per sassi lanciati loro dai dimostranti.

Carabinieri: Pistoiesi Giovanni, Germani Giuseppe, Rangone Domenico, feriti a Rqrna il 9 Luglio 1919. — In occasione di saccheggi di magazzini cui si abbandonarono elementi sovversivi, intervenuti per contenere il furore popolare, riportarono gravi contusioni per sassi lanciati loro dai dimostranti.

Carabiniere Pinna Battista, ferito a Roma il 29 Luglio 1919. — In occasione di un Comizio tenuto da sovversivi nella Casa del popolo, intervenuto per sciogliere i dimostranti, riportò ferita lacero-contusa al capo per sasso lanciatogli contro da un sovversivo.

Carabinieri: Soro Salvatore, Veneri Virgilio, Schiavoni Antonio, Rossi Severino, Capitini Enzo, Rocchi Severino, feriti a Roma il 6 Ottobre 1919. — Durante un Comizio elettorale indetto dal partito socialista, intervenuti con altri militari dell’Arma per sedare violenta zuffa accesasi tra socialisti e nazionalisti, rimasero feriti da sassate lanciate loro da sovversivi.

Maresciallo capo Martin Achille, Fichera Raffaele, Cariarli Natale, Beranzoni Alfredo, feriti a Corneto Tarquinia il 27 Settembre 1919. — Intervenuti con altri militari per sciogliere un forte gruppo di dimostranti sovversivi, rimasero feriti e contusi da sassare e bastonate.

Militari dell’Arma morti o feriti nel 1920.

Carabiniere Veiluva Mario, ferito a Torino il 15 Aprile 1920. — Intento con altri militari a sciogliere un gruppo di dimostranti, venne da questi colpito con una sassata.

Appuntato Pasteris Fiorenzo, ferito a Torino il 2 Maggio 1920. — Di servizio in abito simulato alla Camera del lavoro, venne colpito da un sovversivo con un colpo di bastone.

Vice brigadiere Dore Tommaso, morto a Torino il 22 Settembre 1920. — Ritornando dal servizio di vigilanza ad una cabina di raccordi telefonici venne fatto segno ad una scarica di fucileria e al lancio di bombe a mano da parte di comunisti occupanti una fabbrica.

Carabinieri ausiliari: Boretto Giuseppe, Vergnano Umberto, Maffei Carlo e Gennaro Natale, feriti a Torino il 22 Settembre 1920. — Nel recarsi ad assumere servizio di vigilanza ad una cabina di raccordi telefonici furono fatti segno a violento fuoco di fucileria e al lancio di bombe a mano da parte di comunisti occupanti una fabbrica, per cui rimasero tutti e quattro feriti.

Maresciallo maggiore Lavagno Bartolomeo, carabinieri Conforti Michele e Trombetta Lorenzo. — Durante un servizio di ordine pubblico rimasero feriti da colpi di moschetto sparati da rivoltosi.

Brigadiere Cresta Angelo, morto a Gassino il 16 Aprile 1920. — Di pattuglia con un dipendente, invitati sei sovversivi turbolenti a desistere da schiamazzi notturni, fu accolto con bassi epiteti e poscia aggredito ed ucciso a colpi di pugnale.

Carabiniere Rigogliosi Luigi, ferito a Gassino il 16 Aprile 1920. — Di pattuglia con superiore brigadiere, invitati sei sovversivi turbolenti a desistere da schiamazzi notturni, fu accolto con bassi epiteti e poscia aggredito e ferito gravemente a colpi di pugnale.

Brigadiere Poncet Giuseppe, ferito a Rivara Canavese il 3 Maggio 1920. — Nel procedere all’arresto di due pericolosissimi pregiudicati sovversivi, fu colpito da uno di questi con tre colpi di rivoltella.

Maresciallo capo Pacelli Binoni Giuseppe, ferito a Cuorgnè il 18 Ottobre 1920. — Mentre recavasi in bicicletta da Cuorgnè a Castellamonte, fu aggredito da nove sovversivi. Nella colluttazione impegnata per respingere gli aggressori rimase ferito.

Carabiniere Foglia Giuseppe, ferito a Iselle il 25 Dicembre 1920. — Mentre traduceva in caserma un operaio, autore di violenza e resistenza, venne aggredito e ferito da colpi di bastone ad opera di un gruppo di sovversivi che tentava liberare l’arrestato.

Vice brigadiere Camuzzaro Angelo, appuntato Prima Raffaele, carabinieri: Casati Pasquale, Centi Ambrogio, Incontri Pietro, Alberghetti Ernesto, Colombi Carlo, Scotti Emilio, feriti a Milano il 22 Giugno 1920. — Nel reprimere un tentativo insurrezionale da parte di una massa di facinorosi che, dopo un comizio, tentava di riversarsi al centro della Città per commettere violenze, riportavano ferite di notevole entità.

Brigadiere Ugolini Giuseppe, morto a Milano il 23 Giugno 1920. — Mentre si trasferiva dalla stazione di Lambrate a quella di Viale Brianza, nell’attraversare il popolare sobborgo Loreto, affollato, per totale astensione dal lavoro, da pericolosissimi elementi sovversivi, venne avvicinato da un gruppo di questi ribaldi che gli ingiunse di consegnare le armi. — l’Ugolini invece, respinta sdegnosamente l’ingiunzione, strinse le armi presso di sè colluttandosi con chi cercava strappargli il moschetto. Fatto segno a colpi di rivoltella e ferito da un violento colpo di arma da taglio che gli fratturò il mandibolare sinistro, non si perde d’animo ed anzi rispose al fuoco stendendo a terra successivamente cinque dei suoi vili aggressori. Raggiunto da altri colpi mortali e sentendosi venir meno cercò, approfittando del largo fattosi intorno a lui, di trascinarsi fino ad una pubblica fontana, colà esistente, ma prima di raggiungerla venne finito con un nuovo colpo di rivoltella sparatogli a tradimento alla nuca, quasi a bruciapelo, da uno dei forsennati. Del suo corpo, rimasto preda di quei facinorosi, fu fatto orribile scempio. Alla sua memoria fu concessa di motu proprio di S. M. il Re, la medaglia d’oro al valor militare.

Carabiniere Renzi Paolo, morto a Sarezzo il 27 Luglio 1920. — Mentre presenziava ad un Comizio sovversivo in pubblica piazza, venne proditoriamente ucciso con un colpo di rivoltella sparatogli da un anarchico.

Carabiniere Carmana Cav. Leone, ferito a Spezia il 5 Giugno 1920. — Sovversivi ed anarchici avevano complottato di attaccare i forti, le polveriere e l’arsenale per impadronirsene. Difatti, una sessantina di questi, sbucando da una pineta retrostante alla polveriera di Valle Grande, presidiata dalla R. Marina, sorpreso alcuni corpi di guardia e, impossessatisi delle armi, proseguirono verso la porta principale della polveriera stessa, con l’evidente scopo di penetrare nel deposito degli esplosivi. Il carabiniere Carmana, piantone all’ingresso, vista quella turba di facinorosi armata, prontamente ordinò la chiusura della porta dietro di sè, pur sapendo di precludersi così ogni via di scampo, e, portatosi rapidamente alla distanza di trenta metri dai rivoltosi, li affrontò decisamente prendendo posto dietro lo spigolo di un muro. Benchè ferito in seguito ad improvvisa e nutrita scarica di fucileria che crivellò il muro e la porta d’ingresso, il carabiniere Carmana rispose con colpi di moschetto all’incessante fuoco dei ribelli, mantenendosi saldo al suo posto, dando così tempo al sopraggiungere dei rinforzi, coi quali concorse poi a fugare i sovversivi. All’eroico militare è stata conferita medaglia d’oro al valor militare.

Vicebrigadiere Bernardi Angelo, morto a Stanghella il 2 Maggio 1920. — Comandato con altri militari di protezione ad una fattoria che una turba di agrari scioperanti aveva accerchiata per porla a sacco, necessitando chiedere rinforzi, volontariamente si espose al rischio di attraversare in abito simulato le fila di quei forsennati. Riconosciuto, venne, malgrado la sua strenua difesa, finito a colpi di bastone e del suo corpo fu fatto orribile scempio.

Brigadiere Ombra Antonio, carabinieri: Del Bono Giuseppe, Simula Antonio, Brandolin Giuseppe, Cervellero Pietro, Zerbetto Nicolò, feriti a Trento il 9 Giugno 1920. — In servizio d’ordine pubblico dutante manifestazioni sovversive, fatti segno a lancio di sassi e colpi di rivoltella, per cui riportarono contusioni multiple, risposero al fuoco fugando gli aggressori.

Maresciallo allog. Spanò Arturo, carabinieri: Turrini Carlo e Palma Angelo, feriti a Pieve Soligo il 23 Febbraio 1920. — Intervenuti con altri militari per reprimere gravi violenze commesse da dimostranti sovversivi, vennero fatti segno a colpi di rivoltella e al lancio di una bomba a mano rimanendo feriti.

Brigadiere Formica Antonio, carabiniere Caprioli Alberto, feriti ad Aviano il 4 Marzo 1920. — Mentre cercavano di sottrarre il commissario prefettizio del Comune alla violenza di una turba di sovversivi, furono alla loro volta malmenati, percossi e feriti.

Maresciallo maggiore Rosato Antonio, vice brigadiere Presti Giuseppe, feriti a S. Giustina Bellunese il 26 Giugno 1920. — Posti — con dei dipendenti — a difesa del Municipio che una forte colonna di sovversivi voleva occupare, riuscirono a sbandare i tumultuanti con opportuno uso delle armi, ma nel conflitto rimasero anch’essi feriti.

Appuntati: Mazzeo Pietro e Atzeni Monserrato, carabiniere Darmando Fortunato, feriti a Trieste il 12 Giugno 1920. — Mentre cercavano opporsi alle violenze di una turba di sovversivi che si riprometteva di impedire la partenza di soldati per l’Albania, rimasero gravemente feriti.

Tenente Lucchetti sig. Domenico, maresciallo maggiore Miletti Gaspare, carabinieri: Eramo Francesco, Cappiello Salvatore, Mannello Vincenzo, Cappelleti Domenico, Zarella Rocco, carabiniere ausiliario Mossini Giovanni, feriti a Trieste il 3 Settembre 1920. — In occasione dello sciopero generale proclamato dalla Camera del lavoro di Trieste per protestare contro il Fascismo che iniziava colà la sua lotta provvidenziale per la redenzione della città, il quartiere sovversivo di S. Giacomo sorse in armi. Nell’azione repressiva i suddetti militari rimasero feriti da colpi d’arma da fuoco.

Carabiniere Ferrari Vincenzo, morto a Pola il 22 Settembre 1920. — Mentre vigilava la sede del Circolo socialista venne ucciso da un sovversivo sospetto cui aveva intimato il fermo. I fascisti, indignati pel truce misfatto, incendiarono e distrussero per reazione, la Camera del lavoro.

Tenente Dogliotti sig. Federico, maresciallo Martelli Primo, carabiniere Brizzi Archimede, feriti a Viareggio il 2 Maggio 1920. — Approfittando di un conflitto sorto tra soci di due società sportive, i sovversivi insorsero abbandonandosi ad atti rivoluzionari e tentando di assalire la caserma dell’Arma. Nel conseguente conflitto coi dimostranti, i ricordati militari riportarono ferite e contusioni varie.

Carabinieri: Martellacci Giuseppe, Severi Bruno, Tosi Aldo, Bonelli Lorenzo, feriti a Livorno il 4 Maggio 1920. — Numerosi sovversivi, dopo un comizio, presero ad assalire i negozi di armi abbandonandosi poscia a violenze di ogni sorta. Intervenuti i militari dell’Arma, furono accolti a sassate e a colpi di arma da fuoco e lancio di bombe. Nel conflitto rimasero feriti i militari sopra citati.

Maresciallo Baldi Gaudenzio, carabinieri: Pisani Giuseppe, Costa Ermenegildo, Geromini Camillo, Piccini Mario, Rocchi Narciso, Dolcisoni Orazio, Picci Alcide, Urbani Luigi, Bauti Giacomo, Marin Romolo, feriti a Piombino il 26 Giugno 1920. — Accorsi per reprimere atti di violenza a cui si abbandonava una turba di sovversivi, vennero accolti a colpi di rivoltella e da una finestra fu gettata contro di loro una bomba, dalle cui scheggie rimasero feriti.

Tenente Vizzardelli sig. Luigi, carabiniere Bertolotti Bernardo, feriti a Rio Marina il 24 Agosto 1920. — Durante un comizio popolare, intervenuti con altri militari per evitare un conflitto tra partiti avversi, vennero fatti segno da parte di un sovversivo da un colpo di rivoltella che ferì gravemente il carabiniere Bertolotti. Nel trambusto seguito riportava contusioni varie anche il Tenente Vizzardelli, comandante del reparto dell’Arma.

Carabiniere Testa Mario, ferito a Lucca il 14 Dicembre 1920. — Durante un Comizio tenuto da sovversivi, sorse un conflitto tra questi e i fascisti. Nell’opera di repressione il carabiniere Testa Mario rimase ferito da un colpo di bastone.

Carabinieri: Rigali Giovanni, Macello Termine, Castelli Natale, maresciallo maggiore Vononi Giuseppe, carabinieri: Francesci Pietro, Lucchesi Mario, feriti a Firenze il 18 Gennaio 1920. — Dopo un Comizio anarchico, gli intervenuti si diressero minacciosi verso il centro della città, ma vennero decisamente affrontati dall’Arma che li caricò energicamente disperdendoli. Nella colluttazione i militari soprasegnati riportarono gravi ferite prodotte da armi da fuoco e da bastoni.

Carabiniere Malevolti Giovanni, ferito a Chianciano il 16 Gennaio 1920. — Mentre traduceva con un compagno due arrestati, venne colpito da un gruppo di sovversivi che voleva liberare i detenuti; ma col suo fermo contegno riuscì a sventare il tentativo, pur essendo rimasto ferito nella colluttazione.

Carabiniere Poggialini Amedeo, ferito a Empoli il 20 Gennaio 1920. — In occasione di sciopero ferroviario, mentre disimpegnava le funzioni di fuochista sulla locomotiva di un treno viaggiatori, in mancanza di personale delle ferrovie, fu fatto segno a colpi di arma da fuoco da parte di scioperanti, riportando grave ferita al viso.

Brigadiere Romanelli Leonardo, carabiniere Tondini Giuseppe, carabiniere aggiunto Franciosi Emilio, feriti a Pistoia l’11 Marzo 1920. — Durante lo sciopero dei mezzadri, essendo intervenuti per disperdere un gruppo di circa 300 dimostranti che volevano impedire il transito di un barroccio di agrumi, vennero feriti gravemente alla testa da colpi di bastone.

Carabiniere Francini Igino, ferito a Barberino di Mugello, il 1° Maggio 1920. — Intervenuto per sedare un tafferuglio sorto tra sovversivi e popolari, fu ferito gravemente da una coltellata infertagli da un sovversivo.

Carabiniere Salti Ugo, brigadiere Meconi Leandro, feriti a Gambassi il 13 Giugno 1920. — Al rientro da un servizio di ordine pubblico disimpegnato in frazione Pillo per l’inaugurazione dei vessilli di associazioni socialiste, furono da circa 200 sovversivi aggrediti e malmenati, per cui riportarono varie lesioni per colpi di bastone e sassate. Per non essere sopraffatti e disarmati, furono costretti a fare uso delle armi, uccidendo due dei sovversivi assalitori.

Capitano Bordoni sig. Edmondo, tenente Solaini sig. Guido, carabinieri: Albumi Giovanni e Tognarini Ermete, feriti a Castel Fiorentino il 14 Giugno 1920. — In seguito a conflitto fra socialisti e carabinieri avvenuto nella frazione Pilo (Gambassi) — di cui al precedente alinea — per protesta, in Castel Fiorentino fu proclamato lo sciopero. Giunti in luogo militari dell’Arma di rinforzo, furono assaliti da circa 200 sovversivi. Ne seguì un conflitto, chiusosi con la fuga degli assalitori, durante il quale gli ufficiali e i militari su menzionati riportarono lesioni varie piuttosto gravi per colpi di bastone e sassate.

Carabiniere Masciullo Francesco, ferito a Chiusi il 15 Luglio 1920. — Di perlustrazione, unitamente ad altro militare, sullo stradale Chiusi-Siena, nel procedere all’identificazione e perquisizione di alcuni sovversivi, fu da costoro fatto segno a colpi di bastone, riportando contusioni varie.

Capitano Locatelli cav. Enrico, carabiniere Innocenti Ugo, Vicebrigadiere Bartolini Adolfo, maresciallo capo Cappelli Filippo, feriti a Rapolano il 16 Luglio 1920. — Per impedire frequenti manifestazioni sovversive, fu inviato in luogo adeguato rinforzo di militari dell’Arma che fu aggredito da circa 1000 dimostranti armati. Ne derivò una violenta colluttazione, nella quale l’ufficiale e i militari soprasegnati riportarono varie gravi lesioni.

Appuntato Ciarrocchi Nazzareno, morto ad Abbadia S. Salvatore il 15 Agosto 1920. — Essendo i militari di quella stazione dell’Arma intervenuti per proteggere un corteo religioso attaccato da una turba di sovversivi, furono fatti segno a colpi d’arma da fuoco da parte dei rivoltosi che cercarono anche di assediare la caserma ed incendiarla. Ma i militari fecero uso delle armi, riuscendo a sventare il delittuoso tentativo ed a disperdere i dimostranti» dai quali il ricordato appuntato venne, nella circostanza, ferito a morte con un colpo d’arma da fuoco.

Carabinieri Chinese Luigi e Focardi Fiuseppe, feriti a Poggibonsi il 22 Agosto 1920. — Accorsi in aiuto di persone dabbene, malmenate a sangue da alcuni sovversivi, vennero fatti segno a colpi di bastone e di arma da fuoco, a cui risposero fugando i rivoltosi. Nella circostanza riportarono gravi lesioni per colpi di bastone.

Carabiniere Golino Salvatore, morto a Follonica il 22 Settembre 1920. — Mentre eseguiva con altro militare servizio di pattuglia nei pressi delle fonderie dell’»Ilva» occupate dagli operai, fu fatto segno a colpi d’arma da fuoco provenienti dall’interno dello stabilimento, rimanendo ferito a morte.

Maresciallo capo Antei Umberto, morto ad Ancona il 26 Giugno 1920. — Durante i moti insurrezionali, nell’affrontare all’aperto, con un manipolo di carabinieri, una turba di rivoltosi che aveva assalito con le armi la caserma dell’arma di Borgo Pio, venne colpito a morte da uno di costoro.

Carabiniere ausiliario Macchioni Luigi, morto ad Ancona il 26 Giugno 1920. — Durante i moti insurrezionali, cadde vittima del dovere sotto il fuoco di una autoblindomitragliatrice di cui si erano impossessati i rivoltosi.

Brigadiere Antonelli Lorenzo, ferito ad Ancona il 26 Giugno 1920. — Durante i moti insurrezionali fu ferito di arma da fuoco mentre difendeva la caserma di Borgo Pio.

Maresciallo capo Micheli Enrico, appuntato Vallato Giuseppe, carabinieri: Matricardi Giuseppe, Venitti Emilio, Bastianoni Augusto, Di Silvestro Antonio, feriti ad Ancona il 26 Giugno 1920. — Durante i moti insurrezionali, furono feriti da una autoblindomitragliatrice della quale si erano impossessati i rivoltosi.

Maresciallo capo Bianco Giovanni, ferito ad Ancona il 27 Giugno 1920. —Durante i moti insurrezionali di Ancona, sorpreso in frazione «Torrette» da un gruppo di rivoltosi, venne fatto segno ad un colpo d’arma da fuoco, rimanendo ferito.

Vice brigadiere Tani Luigi, morto a Fano il 29 Giugno 1920. — Durante gravi moti insurrezionali, fatto segno a vari colpi di arma da fuoco da parte dei comunisti locali, cadde vittima del dovere.

Carabiniere Calcagni Raniero, Carabinieri ausiliari: Mecoli Nicola e Bruni Sabatino, feriti a Fano il 29 Giugno 1920. — In occasione di gravi moti insurrezionali, fatti segno a vari colpi d’arma da fuoco da parte di comunisti locali riportarono gravi lesioni.

Carabiniere Di Bacco Domenico, morto a Morro d’Alba il 3 Luglio 1920. — In occasione di moti insurrezionali, mentre inseguiva un gruppo di rivoltosi, cadde in uno stagno ove annegò.

Carabiniere Belli Alfonso, ferito a Fabriano il 29 Giugno 1920. — In occasione di moti insurrezionali, fu assalito e ferito da una turba di rivoltosi.

Maggiore Amodei cav. Amedeo, ferito ad Ascoli Piceno il 30 Settembre 1920. — In occasione di tumulti popolari, per quanto contuso, seppe con calma e fermezza tener testa alla folla tumultuante e ristabilire in breve l’ordine turbato.

Brigadiere Martis Felice, appuntato Elice Raimondo, carabinieri: Zicca Eugenio, Ziulu Leonardo, Pacini Antonio, feriti a Iglesias il 5 Maggio 1920. — In servizio di ordine pubblico in occasione di sciopero provocato da elementi sovversivi, mentre procedevano allo scioglimento di una massa di circa 2000 dimostranti, furono fatti segno a lancio di sassi e a colpi di arma da fuoco, rimanendo feriti tutti piuttosto gravemente. Fatto a loro volta uso delle armi, riuscirono a disperdere i dimostranti.

Carabiniere Pellegrino Antonio, ferito ad Agropoli il 12 Giugno 1920. — Mentre coadiuvava il comandante di stazione nel far sciogliere un forte gruppo di dimostranti, rimaneva ferito da un colpo di sasso al capo.

Carabiniere Seggio Alfonso, ferito a Pontefratte il 26 Giugno 1920. — In servizio di ordine pubblico durante una dimostrazione di scioperanti tessili, veniva colpito da un sasso al capo.

Carabiniere Di Domenico Nicola, ferito a Campagna il 27 Luglio 1920. — Mentre coadiuvava il comandante di stazione per repri-

mere un tentativo di occupazione del Municipio, rimase ferito da un colpo di sasso.

Carabiniere Belperio Biagio, maresciallo Castagna Francesco, feriti a Calitri il 14 Luglio 1920. — In servizio di scorta a quattro carri carichi di grano sequestrato, furono fermati da oltre 500 persone armate che, aizzate da elementi sovversivi, pretendevano il rilascio del reperto. Venuti a conflitto con i sediziosi, che li avevano accerchiati e percossi, riportarono ferite d’arma da punta e taglio; riuscendo però a sbandarli.

Carabiniere Parisella Antonio, ferito ad Aquino il 13 Dicembre 1920. — Oltre 500 socialisti tentarono assalire ed incendiare la Caserma dell’Arma, per impadronirsi di un fascista poco prima sottratto — da una pattuglia di carabinieri — alle loro violenze per aver protestato contro la esecuzione musicale dell’inno «bandiera rossa». Nell’opera di repressione del moto sedizioso, il carabiniere Parisella rimase gravemente ferito.

Tenente Santangelo sig. Giuseppe, maresciallo capo Somma Giuseppe, appuntato Zuccalà Paolo, carabinieri: Giuffrida Giovanni, Villano Francesco, De Benedictis Cataldo, Papadia Angelo, Di Lorento Filippo, feriti a Bari 6-9 Giugno 1920. — Durante uno sciopero generale provocato dal Partito Socialista ed anarchico, avvennero disordini e conflitti tra sovversivi, fascisti e forza pubblica. Nell’opera di repressione, i soprascritti militari rimasero feriti.

Carabiniere Imbriani Vito, morto a S. Giovanni Rotondo il 14 Ottobre 1920; maresciallo Grosso Carlo, carabinieri: Rotondo Francesco, Rongione Agostino, Marzulli Vincenzo, Maione Alfonso, De Martino Raffaele, Monti Salvatore, Palmieri Pasquale, Sena Antonio, Subbio Antonio, Alò Vincenzo, Starace Leonardo, Mastrolardo Gaetano, feriti a S. Giovanni Rotondo il 14 Ottobre 1920. — In occasione di elezioni amministrative i socialisti si abbandonarono a gravi manifestazioni antipatriottiche. Intervenuto un reparto dell’Arma, questi militari che ne facevan parte rimanevano feriti da scheggie di bomba e colpi d’arma da fuoco e da taglio. Il carabiniere Imbriani, per le ferite riportate, decedeva qualche ora dopo.

Carabiniere Spezzacatena Carmine, ferito a Serracapriola il 24 Ottobre 1920. — Intervenuto per sedare un conflitto sorto fra socialisti e fascisti, in occasione di comizio elettorale, rimase ferito da un colpo di rivoltella ad opera dei sovversivi.

Maresciallo capo Salvo Matteo, morto a Corleto Perticara l’11 Luglio 1920; carabiniere Melillo Vincenzo, ferito a Corleto Perticara l’11 Luglio 1920. — Mentre esplicavano opera persuasiva per sedare una pubblica dimostrazione contro il caro-vita, provocata da una turba di elementi sovversivi, vennero aggrediti a colpi di bastone e di sasso per cui rimasero entrambi gravemente feriti ed il maresciallo decedeva per sopravvenuta commozione cerebrale.

Carabinieri: Vernieri Andrea, Marcantonio Giuseppe; maresciallo allog. Mazzeo Giuseppe, sottotenente Capannelli sig. Agostino, feriti a Pisticci il 21 Aprile 1920. — Riportarono ferite per colpi di mazza e di sassi durante una pubblica dimostrazione contro la libertà del lavoro, mentre con altri militari, cercavano di sciogliere i dimostranti.

Carabiniere Manicone Domenico, ferito a Melfi il 25 Agosto 1920. — Mentre, in servizio d’ordine pubblico per un Comizio elettorale, interveniva in un conflitto sorto tra socialisti ed elementi d’ordine, rimaneva ferito da una sassata.

Carabinieri: Mandrisi Donato, Pirozzi Vincenzo, Petruzzelli Michele, Centoducati Luigi, feriti a Venosa il 2 Ottobre 1920. — Mentre si adoperavano per sedare un grave tumulto sorto tra socialisti ed elementi d’ordine durante un comizio elettorale, venivano dai sovversivi feriti con colpi di rivoltella.

Carabinieri Mascolo Agnello e Calabrese Mauro, feriti a Roton-della il 28 Novembre 1920. — In servizio d’ordine e di sicurezza al carcere mandamentale, durante una dimostrazione popolare, riportarono contusioni varie per colpi di sasso tirati loro dai dimostranti.

Tenente Notarangelo sig. Vittorio, maresciallo Vinci Maccario, carabinieri Russò Gioacchino, Zacco Antonio, feriti a Ragusa il 2 Maggio 1920. — In occasione di gravi disordini provocati dai sovversivi, intervenne un reparto dell’Arma. Nell’azione repressiva questi militari riportarono ferite varie ad opera dei rivoltosi.

Tenente Zappalà sig. Giuseppe, maresciallo maggiore Collesano Vittorio, appuntato Quartarone Corrado, carabiniere Grasso Giuseppe, feriti a Ragusa il 30 Luglio 1920. — Avendo l’Arma arrestati durante una dimostrazione sovversiva cinque socialisti, circa 600 operai, aizzati dai capi, tentarono invadere il Municipio. Affrontati da un reparto dell’Arma che fu accolto da violenta sassaiola, furono sbandati mercè l’uso delle armi. Nella circostanza i su elencati militari rimasero feriti da sassate.

Carabinieri: Monaco Giuseppe e Nastasi Giovanni, feriti a Cen-turipe il 3 Giugno 1920. — Durante un comizio pubblico sorse un ti-multo fra socialisti e popolari. L’Arma, intervenuta, provvide a dividere i contendenti usando anche le armi e nella circostanza i nominati militari rimasero feriti da colpi di pietra.

Maresciallo capo Della Croce Gaetano, carabinieri: Furnari Cristoforo e Caliri Domenico, feriti a Linguaglossa l’11 Luglio 1920. — Nell’azione repressiva di disordini provocati dai partiti estremi, rimasero feriti e contusi.

Brigadiere De Luca Antonio, appuntato Motta Giuseppe, carabibieri Di Guardo Concetto e Finocchiaro Antonio, feriti a Randazzo il 25 Luglio 1920. — Avendo una turba di facinorosi, con bandiera rossa in testa, e aizzata dai capi socialisti, tentato di invadere il Municipio, l’Arma cercò di trattenere i dimostranti. Ne seguì un conflitto e i ribelli furono dispersi, ma i ricordati militari riportarono ferite da colpi di sasso.

Carabiniere Barone Salvatore, ferito a Sortino il 29 Settembre 1920. — Intervenuto con altri militari per proteggere elementi d’ordine assaliti da sovversivi, rimase ferito da un colpo di bastone.

Brigadiere Leto Vincenzo, carabinieri: Ravalli Giuseppe, Inserra Gregorio, Barresi Giovanni, Conte Angelo, feriti a Chiaramonti Gulfi il 16 Ottobre 1920. — In occasione di pubblici comizi una massa di socialisti al suono dell’»Internazionale» venne a colluttazione e trascese a violenze con elementi dell’ordine. L’Arma intervenuta prontamente, riuscì ad allontanare i dimostranti ristabilendo l’ordine. Nella circostanza, oltre a vari militari leggermente contusi, quelli ora nominati rimasero tutti feriti piuttosto gravemente.

Carabiniere Cerami Giuseppe, morto a Prizzi il 15 Ottobre 1920. — Di servizio con altri militari, nella piazza del paese ove tenevasi un pubblico comizio socialista, venne ucciso da un colpo d’arma da fuoco esplosogli alla testa da un sovversivo.

Carabiniere D’Onofrio Antonio, ferito a Massafra il 16 Ottobre 1920. — Di scorta con altri militari a un vagone di armi, intervenuto allo scalo ferroviario di Massafra, contro una folla imponente di dimostranti sovversivi, i quali, dopo aver partecipato ad un comizio pro vittime politiche e pro Russia, si erano recati allo scalo predetto per impedire che il treno, di lì transitante, proseguisse per Taranto, rimase ferito da una sassata lanciatagli contro da un dimostrante.

Carabiniere Imperatori Leonino, ferito a San Bue il 15 Settembre 1920. — Riportò ferita lacero contusa alla regione frontale destra per bastonata e colpi di sasso ricevuti da sovversivi che tentavano invadere il Municipio.

Carabinieri: Cubadda Giuseppe, morto a Velletri il 28 Settembre 1920, Zazzera Giuseppe e Matuzzi Fortunato, feriti a Velletri il 28 Settembre 1920. — Mentre con altri militari procedevano allo scioglimento di un gruppo di dimostranti sovversivi, vennero fatti segno a colpi di rivoltella per cui rimasero gravemente feriti. Il carabiniere Cubadda dopo qualche giorno soccombeva.

Carabinieri: Crisponi Antonio, Boero Angelo, Passero Cristoforo, feriti a Monterotondo il 22 Settembre 1920. — Dopo un comizio di metallurgici alcuni sovversivi oltraggiarono i militari dell’Arma presenti, che ne trassero in arresto due. Una folla di circa 200 persone si lanciò allora sui militari malmenandoli sicchè questi furono costretti a far uso delle armi rilasciando gli arrestati. Nella circostanza i ricordati militari riportarono serie contusioni.

Carabinieri: Montaruli Pietro, Maurizio Luigi, Rovelli Matteo, feriti ad Anagni il 16 Ottobre 1920. — Intervenuti con altri militari per sciogliere un comizio sovversivo, furono fatti segno a sassate e bastonate rimanendo feriti. Il carabiniere Maurizio riportò anche ferita di coltello infertagli proditoriamente da un sovversivo.

Carabiniere Pitocco Lorenzo, ferito a Sutri il 18 Ottobre 1920. — Intervenuto con altri militari per sciogliere un comizio sovversivo, venne fatto segno a sassate e bastonate rimanendo ferito.

Appuntato Bressan Angelo, ferito a Civitavecchia il 2l Ottobre 1920. — Durante uno sciopero organizzato da agitatori sovversivi, mentre procedeva allo scioglimento di assembramento, venne ferito da un sovversivo con una coltellata.

Tenente Cavalieri sig. Onofrio e carabinieri ausiliarii Tini Pietro e Carbonaro Nicola, feriti a Canneto Salino il 10 dicembre 1920. — Mentre con altri militari perlustravano le campagne della Salina per reprimere moti reazionari agricoli, impegnarono scambio di fucilate con circa 200 dimostranti che riuscirono a disperdere, rimanendo però feriti.

Militari dell’Arma morti o feriti nel 1921.

Carabiniere Ferrero Giovanni, ferito a Tricerro il 18 Luglio 1921.

— Oltraggiato senza ragione da alcuni comunisti, mentre stava assumendo le generalità di essi fu colpito con una coltellata.

Brigadiere Pogliotti Giuseppe, ferito a Endine il 30 Gennaio 1921.

— Assalito sull’imbrunire da lina turba di popolari estremisti, mentre traduceva con 3 dipendenti un invididuo da lui arrestato siccome responsabile di atti vandalici, reagì prontamente facendo uso delle armi e, benchè ferito, riuscì a trarre in arresto i maggiori responsabili.

Carabiniere Scotto Emilio e Toma Nicola, feriti a Spezia il 16 Maggio 1921. — Imbattutisi in un corteo socialista venivano improvvisamente e senza ragione aggrediti e feriti con colpi di arma da fuoco.

Maresciallo maggióre Gambetta Stefano; ferito a Voltri il 15 marzo 1921. — Durante una dimostrazione fascista, un gruppo di comunisti appiattati ai lati della strada, sparò improvvisamente vari colpi di pistola in direzione dei dimostranti che ferirono gravemente il maresciallo Gambetta che accompagnava per servizio di ordine pubblico il corteo.

Appuntato Rotondo Giovanni, carabinieri: Manfro Annibale, Bollentini Luigi, feriti a Palanzano il 4 Luglio 1921. — Rimasero feriti da colpi di bastone mentre procedevano allo scioglimento di un corteo di sovversivi.

Carabiniere Malvolti Vittorio, morto a S. Prospero Parmense il 19 Settembre 1921. — Affrontato coraggiosamente nella pubblica via un sovversivo che aveva fatto fuoco su di un fascista, riuscì a deviare un secondo colpo esploso dal forsennato; impegnata violenta colluttazione per disarmare il ribelle, non desistette dalla lotta, se non quando cadde, ferito a morte da un colpo di rivoltella proditoriamente esplosogli da altro sovversivo.

Carabiniere Baiano Salvatore, carabiniere ausiliario Pagetti Giovanni, feriti a Cadelbosco di Sopra il 5 Novembre 1921. — Imbattutisi durante un servizio di perlustrazione notturna in una banda armata di oltre 30 arditi del popolo, li affrontarono animosamente, intimando loro di alzare le mani; ma per tutta risposta vennero fatti segno ad una scarica di colpi d’arma da fuoco che abbatterono gravemente ferito il carabiniere Baiano. Mentre l’ausiliario Pagetti, anch’esso ferito, ma meno gravemente, si spostava tra le fìtte tenebre per cercare successive posizioni di difesa e far fronte ai ribelli, cadde in un profondo pozzo dal quale riuscì a stento a trarsi in salvo da sè stesso.

Carabinieri: Madoni Umberto, morto a Borgonovo V. T. il 13 Dicembre 1921, Pippia Giuseppe e Franchi Alfredo, feriti a Borgonovo V. T. il 13 Dicembre 1921. — Mentre di notte, procedevano all’arresto di un pericolosissimo comunista asserragliato nella propria abitazione, ove deteneva armi, munizioni e bombe, vennero da questi fatti segno a ripetuti colpi di fucile. Il carabiniere Madoni cadde ucciso e gli altri rimasero gravemente feriti.

Carabiniere Bolognini Innocente, ferito a Merano il 26 Aprile 1921. — Rimase gravemente ferito da coltello in colluttazione con dimostrante, durante una manifestazione antinazionale organizzata da elementi sovversivi allogeni.

Maresciallo allog. Rivaben Natale, ferito a Venezia l’8 Aprile 1921. — Mentre caricava con altri militari una turba di sovversivi che voleva assaltare la casa del segretario del Fascio, venne fatto segno a ripetuti colpi d’arma da fuoco rimanendo ferito.

Carabiniere Cipolletta Carmine, morto a Treviso il 15 Maggio 1921. — Intervenuto per sedare un conflitto sorto tra fascisti e comunisti, fu raggiunto da un colpo di rivoltella che l’uccise.

Carabinieri: De Bosi Pietro e Pescari Teobaldo, feriti a Casola Valsenio il 22 Maggio 1921. — Avendo numerosi sovversivi aggredito quattro fascisti, i nominati militari accorsero prontamente in aiuto di quest’ultimi, riportando nella circostanza ferite varie per colpi di bastone.

Carabiniere D’Amico Ettore, ferito a Vastiglione di Cervia, il 14 Grugno 1921. — Mentre eseguiva un servizio di pattuglia con altri quattro militari dell’Arma, veniva proditoriamente ferito alla testa da un colpo d’arma da fuoco sparato da comunisti appiattati lungo un fossato per aggredire un camion di fascisti che ivi doveva transitare.

Carabiniere Salis Francesco, ferito a S. Casciano il 3 Marzo 1921.

— Avendo i sovversivi tentato di assalire una fattoria per porla a sacco, accorsero i carabinieri della stazione di Navacchio che, per impedire l’assalto, dovettero sostenere un conflitto coi dimostranti. Nella circostanza il carabiniere Salis rimase ferito da colpi di bastone.

Carabiniere Cervetto Andrea, ferito a Cecina il 25 Gennaio 1921. — Intervenuto per difendere un gruppo di fascisti che, dopo di aver percorso le vie della città al canto di «Giovinezza» era stato fatto segno a colpi di arma da fuoco da socialisti, fu gravemente ferito da due colpi di rivoltella sparatigli dai sovversivi.

Carabiniere Volpi Secondo, ferito a Seravezza il 4 Settembre 1921.

— Intervenuto per sedare un conflitto sorto tra fascisti e sovversivi, rimase ferito da colpi di bastone.

Appuntato Tralice Salvatore, ferito a Pisa il 23 Luglio 1921. — Mentre eseguiva un servizio di pattuglia notturna, venne proditoriamente fatto segno a colpi di arma da fuoco da parte di sovversivi, rimanendo gravemente ferito.

Carabinieri: Dinelli Giovanni, morto a Forno il 3 Novembre 1921 e Paolinelli Vittorio, ferito a Forno il 3 Novembre 1921. — In servizio di pattiglia in residenza, fecero incontro con una comitiva di sovversivi i quali, alla vista dei militari, emisero grida di morte. I due bravi carabinieri li affrontarono allora risolutamente, ma vennero accolti da una scarica di colpi di rivoltella che uccisero il Dinelli e ferirono gravemente il Paolinelli.

Carabiniere Bacherini Virgilio, ferito a Firenze il 27 Gennaio 1921. — Nel rientrare in caserma, in una strada periferica della città, fu aggredito per brutale malvagità da una trentina di socialisti dai quali venne fatto segno, a colpi d’arma da fuoco, rimanendo gravemente ferito.

Tenente Rimini sig. Ferdinando, brigadiere Dominici Luigi, feriti a Firenze il 27 Febbraio 1921; carabiniere Petrucci Antonio, morto a Firenze il 27 Febbraio 1921; carabinieri: Ceccarelli Oliviero, Mancini Gino, Saccogna Pietro, Biagiotti Venturino, Checcucci Angelo, Bernardini Gino, Sblano Tommaso, Marchi Luigi, feriti a Firenze il 27 Febbraio 1921. — Mentre un corteo di circa 100 studenti transitava per una via principale della città, diretto alla sede del Fascio, fu fatto segno da parte di un gruppo di anarchici, appostato in un vicolo, al lancio di una bomba ed a vari colpi di rivoltella a cui il carabinieri scortanti il corteo risposero col fuoco. In tale circostanza il carabiniere Petrucci rimase ucciso e furono gravemente feriti da schegge di bomba l’Ufficiale ed i militari soprasegnati.

Carabiniere Mecucci Giovanni, ferito a Prato Toscana il 3 Novembre 1921. — In occasione di sciopero di lanieri, i quali tentavano di occupare uno stabilimento tessile, venne a colluttazione coi dimostranti, riportando gravi lesioni alla testa, prodottegli con un bastone.

Carabinieri: Valente Antonio, Terreni Dante, Marzi Attilio, vicebrigadieri: Giaconi Pasquale, Robberto Errico, carabiniere Rafa Francesco, brigadiere Lo Monte Salvatore, carabiniere: Proferi Natale. — In occasione della inaugurazione della bandiera rossa della lega proletaria, convennero in Sesto Fiorentino circa 2000 comunisti ed anarchici, che inscenarono dimostrazioni sovversive. I militari elencati, insieme ad altri giunti colà di rinforzo, furono nella circostanza aggrediti dai dimostranti, coi quali vennero a colluttazione, riportando lesioni varie prodotte da armi da fuoco e taglio e da bastoni.

Carabinieri: Pinna Giovanni, Masu Salvatore, Cinus Francesco, morti a Empoli il 1° Marzo 1921; carabinieri: Pannoni Mario, Turno Francesco, Pintus Gavino, feriti a Empoli il 1° Marzo 1921. — Di scorta ad un camion trasportante 26 marinai fuochisti in borghese che da Livorno si recavano a Firenze per sostituire i ferrovieri in sciopero, giunti nell’abitato di Empoli, essendo stati i marinai scambiati per fascisti, furono improvvisamente fatti segno a numerose scariche d’arma da fuoco da parte dei rivoltosi che poscia si accanirono, nel parossismo della violenza, anche contro quei militari che, feriti, cercavano scampo Rimasero barbaramente uccisi i primi tre dei militari contro indicati, nonchè sei marinai, e gravemente feriti altri tre carabinieri e dieci marinai.

Carabinieri: Salorme Cosimo ed Esposito Filippo, feriti a Fucecchio il 4 Marzo 1921. — Quattro camions di fascisti transitanti, vennero proditoriamente fatti segno a colpi di arma da fuoco ed al lancio di tegole da parte di sovversivi, per cui un fascista rimase ucciso. I militari contronotati, accorsi prontamente per prestare man forte ai fascisti, furono colpiti con sassi lanciati dai comunisti, riportando contusioni varie.

Carabiniere Nesti Carmelo, ferito a Sasso D’Ombrone il 6 Gennaio 1921. — Nel transitare da solo nell’abitato, fu aggredito da un gruppo di socialisti che tentò invano di disarmarlo. Nella violenta colluttazione riportò gravi lesioni.

Maresciallo allog. Fioretti Carlo, ferito a Sasso d’Ombrone l’8 Gennaio 1921, — Nel procedere, con due dipendenti, alla traduzione di autori di violenze da lui arrestati, venne fatto segno da parte di sovversivi a colpi di arma da fuoco. Affrontati arditamente i ribelli e impegnata con essi viva colluttazione, riuscì a disarmare ed a trarne in arresto alcuni, rimanendo però gravemente ferito da un colpo di rivoltella.

Carabinieri: Raffaelli Ferruccio e Sabatini Ruggero, feriti a Pitigliano il 9 Gennaio 1921. Durante la traduzione di un detenuto, autore di omicidio, vennero assaliti da numerosi sovversivi che cercarono di liberare l’arrestato senza però riuscirvi. Nella colluttazione riportarono gravi lesioni per le percosse ricevute.

Carabiniere Parronchi Osvaldo, ferito a Magliano Toscano il 21 Febbraio 1921. — Intervenuto per sedare una rissa fra popolari e socialisti, venne da quest’ultimi accerchiato, per cui dovette impegnare violenta colluttazione nella quale fu gravemente ferito di pugnale.

Carabiniere Sebastiani Leonardo, ferito a Certaldo il 28 Febbraio 1921. — Di pattuglia nell’abitato, intervenuto per sedare una rissa sorta tra una ventina di sovversivi, fu da costoro aggredito e per non essere sopraffatto dovette fare uso delle armi. Nella colluttazione riportò gravi ferite di pugnale.

Carabiniere Lepri Attilio, ferito a Certaldo il 28 Febbraio 1921. — Carabiniere Pinna Gavino, morto a Certaldo il 28 Febbraio 1921. — Sorto vivo fermento nei sovversivi, per avere i carabinieri fatto uso delle armi, come è detto, una turba di rivoltosi si diresse alla caserma dell’Arma con l’intento di assalirla. Intervenuto prontamente un rinforzo di 12 militari, questi furono fatti segno, da parte di sovversivi, al lancio di tre bombe S.I.P.E. ed a vari colpi d’arma da fuoco, a cui i militari risposero. Rimase ferito gravemente il carabiniere Lepri ed ucciso il simile Pinna, da colpi di pistola.

Carabiniere ausiliario Vittori Vittorio, ferito a Cerbaia il 28 Febbraio 1921. — Mentre recavasi a Firenze per chiedere un rinforzo in occasione di grave perturbamento dell’ordine pubblico, verificatosi nel territorio della propria stazione, giunto in località «Cerbaia» fu aggredito da numerosi sovversivi e percosso con pugni e calci, riportando contusioni varie.

Maresciallo maggiore Biancardi Siro, morto a Bandino (Bagno a Ripoli) il 1° Marzo 1921 e carabiniere Salvi Giovanni, ferito a Bandino (Bagno a Ripoli) il 1° Marzo 1921. — In occasione di movimento insurrezionale, furono dai sovversivi costruite delle barricate per impedire l’intervento della forza. Il maresciallo Biancardi accorse prontamente in luogo col dipendente e mentre procedevano alla rimozione delle barricate, vennero fatti segno al lancio di parecchie bombe ed a colpi di rivoltella, per cui il sottufficiale rimase ucciso e il carabiniere ferito gravemente.

Carabinieri: Manconi Pietro, Sala Baldassarre, Cao Adolfo, feriti a Marmoraia il 17 Marzo 1921. — Nel procedere a perquisizioni domiciliari pel sequestro di armi detenute abusivamente dai comunisti, incontrarono accanita violenza da parte di costoro, che ferirono piuttosto gravemente con zappe e scuri i sopra notati militari.

Carabiniere: Verdini Giuseppe e Pucci Vittorio, morti a Carmignano il 22 Marzo 1921. — Mentre eseguivano servizio di pattuglia nell’abitato, furono dai comunisti proditoriamente e malvagiamente aggrediti a colpi di rivoltella, rimanendo feriti a morte.

Brigadiere Arditi Vittorio, morto a Vinacciano l’8 Maggio 1921. — Durante un Comizio elettorale indetto dal blocco nazionale, avendo un comunista fischiato l’oratore, intervenne energicamente contro il disturbatore, ma per ritorsione venne pugnalato alle spalle.

Carabiniere Oggiano Nicola, ferito a Scanzani il 17 Maggio 1921. — Incontrati con un compagno cinque sovversivi che cantavano inni rivoluzionari, li affrontò per identificarli, ma trovò viva resistenza e venne fatto segno a colpi di rivoltella. Risposto al fuoco con la propria pistola riuscì, con l’aiuto del compagno, ad arrestare due dei ribelli. Nella circostanza rimase ferito da arma da taglio.

Carabiniere Farsetti Sante, ferito a Vicchio Mugello il 26 Settembre 1921. — In occasione di elezioni politiche, recatosi con altri militari in servizio di rinforzo in Vicchio di Mugello, fu, all’ingresso del paese, aggredito da un gruppo di sovversivi che lo ferirono gravemente con un colpo di arma da fuoco.

Carabiniere Pastacaldi Gino, ferito a Massa Marittima il 9 Settembre 1921. — Intervenuto in una contesa sorta tra anarchici e fascisti, venne ferito gravemente da corpo contundente ad opera di un anarchico.

Carabiniere Nibi Pasquale, ferito a Ribolla il 13 Novembre 1921. — Di servizio nell’abitato, unitamente ad altri due militari, incontrata una comitiva di giovinastri che cantavano inni sovversivi, energicamente li affrontò per identificarli, ma trovò resistenza da parte degli avversari, coi quali venne a colluttazione, riportando contusioni varie.

Maresciallo capo Ragni Pietro, morto a Savignano di Romagna il 28 Febbraio 1921. — Intervenuto da solo per dare man forte a dei fascisti aggrediti da comunisti, fu ucciso proditoriamente da uno dei sovversivi con un colpo di rivoltella.

Carabinieri: Caracciolo Vincenzo e Di Francesco Pasquale, feriti ad Auditore il 7 Aprile 1921. — Accusati di sostenere il Fascismo, vennero assaliti da circa 200 sovversivi e quindi disarmati e feriti.

Maresciallo maggiore Roscioli Carlo, ferito a S. Giovanni Valdarno il 23 Marzo 1921. — In occasione di grave dimostrazione antifascista, mentre fronteggiava una massa di sovversivi che voleva svaligiare un negozio di armi, rimase colpito da un mattone al capo.

Carabiniere Rosati Nazzareno, morto a Magliano Sabino il 18

Maggio 1921; carabinieri: Greco Vincenzo, Izzo Giuseppe, Calandriello Gerardo, De Vito Gervasio, feriti a Magliano Sabino il 18 Maggio 1921. — La sera del 18 Maggio 1921, un autocarro militare trasportava da Rieti a Magliano Sabino carabinieri e agenti per ristabilire l’ordine pubblico in seguito a gravi incidenti avvenuti tra fascisti e sovversivi. Intanto in località «Belardelli» (Magliano Sabino) era stato teso un agguato da parte dei sovversivi i quali, scaglionati lungo le siepi laterali alla strada, per un tratto di oltre 500 metri, visto l’autocarro militare, ritenendo si trattasse di fascisti, iniziarono l’attacco a colpi di fucile e di rivoltella. Rimessisi dalla sorpresa i militari poterono, in breve, fare uso delle armi e sbaragliare gli attaccanti, ma nel conflitto lasciava la vita il carabiniere Rosati e gli altri quattro controscritti rimasero gravemente feriti.

Carabiniere Cipriani Romano, ferito ad Anghiari il 9 Giugno 1921. — Sorto un cruento conflitto fra comunisti del luogo e fascisti colà giunti da Arezzo, intervennero prontamente dei militari dell’Arma che riuscirono a ristabilire l’ordine. Nella circostanza il carabiniere Cipriani fu colpito proditoriamente e gravemente per opera di sovversivi, con un colpo di fucile.

Maresciallo allog. Murra Inerio, ferito a Catignano il 9 Aprile 1921. — Accorso per sedare una rissa sorta tra fascisti e sovversivi, riportò contusione al viso.

Maresciallo allog. Poggi Adelmo, appuntato Rosano Francesco, feriti a Chieti il 5 Maggio 1921. — Nel procedere all’arresto di un socialista che aveva esploso, senza conseguenze, un colpo di rivoltella contro un gruppo di fascisti, riuniti per comizio elettorale, rimasero feriti di arma da fuoco piuttosto gravemente.

Maresciallo maggiore Carlino Clemente, morto a Castellammare di Stabia il 20 Gennaio 1921. — Durante un Comizio promosso dai partiti dell’ordine per protestare contro l’amministrazione comunale socialista, furono esplosi da sovversivi asserragliati nel Municipio numerosi colpi d’arma da fuoco uno dei quali raggiunse al capo il maresciallo Carlino uccidendolo.

Carabiniere Scafuri Salvatore, ferito a Benevento il 1° Maggio 1921. — Riportò ferite alla fronte nel sedare una rissa accesasi tra socialisti ed elementi dell’ordine.

Maresciallo maggiore Agoglia Ciro, carabiniere Santorelli Sabatino, feriti a Capri il 1° Maggio 1921. — Intervenuti per sedare un tumulto verificatosi tra fascisti e comunisti presso la Camera del lavoro, rimasero entrambi feriti da colpi di bastone.

Maresciallo allog. Petrocelli Giuseppe, ferito a Rocca Secca il 26 Maggio 1921.— Mentre sedava una rissa sorta tra: fascisti e comunisti, rimaneva ferito da un colpo di bastone.

Carabiniere Boccucci Michele, ferito ad Arpino il 5 Giugno 1921. — In un tumulto verificatosi tra elementi fascisti e comunisti, rimaneva ferito al capo da una sassata.

Carabiniere D’Apolito Italo, ferito a Padula il 7 Agosto 1921. — Mentre con altri militari teneva fronte ad una folla di dimostranti che voleva invadere il palazzo comunale rimase ferito da una sassata.

Carabinieri: Masella Sisto, Villani Antonio, Napodano Ferdinando, feriti a Sparanise il 10 Agosto 1921. — In occasione di tumulti sorti fra arditi del popolo e fascisti, riportavano contusioni varie per colpi di bastone.

Carabiniere Lepore Angelo, ferito a Carife il 2 Ottobre 1921. — Rimaneva ferito mentre con altri teneva fronte ad una folla di dimostranti che voleva invadere il palazzo comunale.

Carabinieri: Piccolo Leonardo, Mancini Pasquale, Levante Angelo, feriti a Ischitella il 4 Febbraio 1921. — Col pretesto della mancanza del grano, la lega proletaria inscenava una agitazione per cui si rese necessario l’intervento di un rinforzo di militari dell’Arma. Recatisi in luogo, vennero aggrediti dai dimostranti e nel disperderli i ricordati militari rimanevano feriti.

Carabiniere Biscotti Luigi, ferito a Troia il 18 Maggio 1921. — Mentre un gruppo di fascisti festeggiava la vittoria delle elezioni, venne aggredito da un gruppo di socialisti. Ne seguì conflitto durante il quale il carabiniere Biscotti, in servizio d’ordine pubblico, rimase ferito gravemente da un colpo di rivoltella.

Vicebrigadiere Magnifico Michele, ferito a Taranto il 19 Aprile 1921. — Sorto un conflitto tra fascisti e socialisti durante un assalto alla Camera del lavoro, intervennero dei miliari dell Arma. Durante l’opera di repressione il su nominato militare rimase ferito da un colpo di rivoltella, ad opera de sovversivi.

Tenente Corea sig. Giuseppe, ferito a Senise il 5 Maggio 1921. — Mentre procedeva allo scioglimento di un Comizio per ragioni di ordine pubblico, riportava grave ferita al capo da sassata.

Carabinieri: Bevilacqua Vincenzo e Mecca Paolo, feriti a Viggianello il 18 Maggio 1921. — Nel tener fronte, da soli, ad una massa di dimostranti ostili alla forza pubblica, riportarono contusioni varie.

Carabiniere Raccuia Francesco, ferito a Caltagirone il 14 Gennaio 1921. — Intervenuto con altri militari per sedare disordini avvenuti tra partiti in contesa, rimase ferito da un colpo di sasso.

Brigadiere Cardillo Giuseppe, appuntato Costantino Letterio, feriti a Regalbuto il 24 Gennaio 1921. — Intervenuti, con altri militari, per sciogliere una dimostrazione sovversiva, rimasero feriti da colpi di sasso.

Carabiniere Platania Rocco, ferito a Ramacca il 10 Aprile 1921. — Essendosi i combattenti, dopo un pubblico comizio, diretti alla Camera del lavoro ove erano riuniti i socialisti, sorse fra le due parti un conflitto. Accorsa l’Arma riuscì a ristabilire l’ordine, ma nella circostanza il carabiniere Platania rimase ferito da un colpo di sasso.

Carabiniere FiruUo Filippo, ferito a Cassibile il 17 Maggio 1921. — Essendosi dato un conduttore di treno in partenza a distribuire manifestini sovversivi, il carabiniere Firullo, spinto da alto sentimento del dovere, tentò di salire sul treno in corsa per arrestare il sovversivo, ma malauguratamente cadde dal treno stesso riportando grave ferita.

Maresciallo capo Barbagallo Santo, ferito a S. Piero Patti il 10

Luglio 1921. — Mentre un corteo di fascisti, al suono di inni patriottici, percorreva il paese, alcuni socialisti provocarono un tumulto. L’Arma dovette intervenire e nella circostanza il maresciallo Bar-bagallo riportò ferita lacero contusa per colpo di bastone.

Carabinieri: Irrera Gaetano e Diomaiuta Antonino, feriti a Sommatino il 28 Marzo 1921. — Durante uno sciopero voluto da quella Camera del lavoro, mentre, con altri militari, cercavano di contenere circa mille dimostranti che lanciavano sassi contro la casa del Sindaco, furono assaliti da un gruppo di essi. Sebbene feriti, tennero coraggiosamente fronte ai loro aggressori disperdendoli.

Carabiniere Pagano Placido, ferito a Castelvetrano l’8 Maggio 1921. — In occasione di un tragico conflitto sorto nella piazza del paese tra un gruppo di fascisti e una folla di: socialisti che partecipavano ad un comizio elettorale, rimase ferito all’avambraccio destro da una scheggia di bomba lanciata da un balcone contro i fascisti.

Maresciallo allog. Salvatore Luigi, ferito a Roma il 10 Novembre 1921. — Durante il Congresso fascista di Roma, intervenuto con altri militari dell’Arma in aiuto di un gruppo di fascisti venuto a conflitto con dei comunisti che avevano loro tolto un gagliardetto, riportò ferita per colpo di rivoltella sparatogli da un dimostrante sovversivo.

Carabiniere Manganelli Biagio, ferito a Roma il 10 Novembre 1921. — Durante il Congresso fascista di Roma, intervenuto con altri militari dell’Arma in aiuto di un gruppo di fascisti aggredito da comunisti, riportò ferita per colpo di rivoltella sparatogli da un sovversivo.

Carabiniere Capobianco Paolo, ferito a Roma il 10 Novembre 1921. — Durante una dimostrazione ostile alla forza pubblica, organizzata da circa ottocento arditi del popolo, riportò ferita al capo per colpo di sasso lanciatogli da un dimostrante.

Maresciallo maggiore Gigli Adriano, ferito a Roma il 13 Novembre 1921. — Durante lo sciopero generale che seguì il Congresso Fascista di Roma, intervenuto con altri militari dell’Arma per sciogliere circa 3000 sovversivi che attentavano alla libertà del lavoro, rimase ferito da un colpo di fucile sparatogli contro da un sovversivo.

Carabiniere Grelli Michele, ferito a Civitavecchia il 7 Novembre 1921. — Per solo impulso di brutale malvagità venne fatto segno da un sovversivo a colpo di rivoltella che lo ferì ad un piede.

Carabiniere ausiliario Polillo Luigi, ferito a Genazzano il 31 Luglio 1921. — Accorso in aiuto di alcuni fascisti aggrediti da comunisti, riportò grave contusione al viso.

Carabiniere Piroli Valentino, ferito a Rocca di Papa il 12 Ottobre 1921. — Mentre tentava arrestare un sovversivo che, armato di rivoltella, si era reso responsabile di gravi violenze, riportò la distorsione di un piede.

Va ricordato anche il carabiniere Cossu Angelo, ferito a, Luino il 29 Gennaio 1921. — Mentre si recava a diporto, si imbattè in una quindicina di sovversivi in fermento per un tafferuglio avvenuto poco prima fra fascisti e socialisti. Avendogli uno di questi lanciato contro una bomba S.I.P.E. che non esplose, arditamente li affrontò e senza far uso delle armi riuscì ad arrestare l’autore della violenza e a fugare gli altri.

Militari dell’Arma morti o feriti nel 1922.

Vicebrigadieri: Durando Enrico e Del Bo Luigi, feriti a Novi Ligure il 2 Agosto 1922. — Un gruppo di comunisti, asserragliato nella Camera del lavoro, sparava all’impazzata contro alcune squadre di fascisti che cercavano di farli uscire dal locale. Intervenuti dei militari dell’Arma e della truppa, la Camera del lavoro venne occupata ed i sovversivi che vi si trovavano furono tratti in arresto. Nella circostanza i ricordati sott’ufficiali rimasero feriti da schegge di pallottola.

Carabiniere Nobile Cesare, ferito a Trino Vercellese il 1° Maggio 1922. — Intervenuto per sedare una rissa sorta tra fascisti e socialisti, ricevette da parte di un socialista, una bastonata al capo.

Brigadiere Cugnolio Giuseppe, ferito a Romagnano Sesia il 1° Maggio 1922. — Mentre tentava di sedare un grave conflitto sorto tra fascisti e sovversivi, fu ferito con una coltellata da un socialista.

Appuntato Mascese Francesco, ferito a Montegiardino di Corciano il 16 Maggio 1922. — Accorso con dipendente carabiniere in aiuto di un fascista libero lavoratore, ch’era stato accerchiato e bastonato a sangue da una turba di sovversivi scioperanti, veniva da quest’ultimi gravemente ferito con dei colpi di bastone.

Carabinieri: Ferrieri Luigi e Confalonieri Angelo, feriti a Venegono Superiore il 3 Agosto 1922. — Informati che un gruppo di circa 30 sovversivi armati si era dato a soprusi e violenze di ogni sorta, intervenivano prontamente e benchè feriti da quei facinorosi, riuscivano, con l’aiuto di altro militare accorso, a trarre in arresto i principali responsabili.

Vicebrigadiere Boccardelli Giuseppe, ferito a Bormio il 22 Settembre 1922. — Rimaneva ferito mentre interveniva per proteggere un gruppo di villeggianti fascisti, fatti segno a violenze da una turba di comunisti e popolari perchè avevano recato in corteo fiori sulle tombe dei caduti per la Patria.

Carabiniere ausiliario Bertuccio Agostino, ferito a Milano il 16 Agosto 1922. — Durante un conflitto sostenuto con alcuni sovversivi, rimase ferito da un colpo d’arma da fuoco.

Carabiniere Tunno Benedetto, ferito a Sampierdarena il 28 Agosto 1922 — Intervenuto in difesa di alcuni fascisti, venuti a conflitto con dei comunisti, rimase colpito da un proiettile di arma da fuoco per parte dei comunisti

Carabinieri: Negri Albino e Letizio Savino, feriti a Medesano il 28 Maggio 1922 — Nel procedere, con un funzionario di P S. ad un movimentato arresto di alcuni socialisti venuti a conflitto con fascisti, rimasero feriti da colpi di bastone.

Carabiniere Bertone Francesco, ferito a Crema il 30 Aprile 1922. — Improvvisamente aggredito sulla pubblica via, durante un servizio notturno, da una ventina di comunisti in agguato, veniva ferito da un colpo di mazza alla testa.

Carabiniere Quattrini Demade, ferito a Ricco del Golfo il 25 Giugno 1922. — Intervenuto per far cessare canti sovversivi ed offese a S. M. il Re, pronunciate da una comitiva di socialisti e comunisti, venne proditoriamente ferito alla testa con un colpo di bastone.

Carabinieri: Parisi Bruno e Pollice Pasquale, feriti a S. Pellegrino Parmense il 24 Giugno 1922. — Avendo precedentemente sventato un premeditato attacco di socialisti ad alcuni fascisti, furono fatti oggetto di improvvisa, brutale e malvagia aggressione da parte dei socialisti stessi che li ferirono entrambi a colpi di bastone.

Carabinieri Mazza Erminio e Boschetti Erminio, feriti a Sarzana il 17 Agosto 1922. — Mentre inseguivano, per catturarli, due pericolosi comunisti, vennero gravemente feriti da scheggie di una bomba a mano, lanciata dai fuggiaschi.

Vicebrigadiere Chiesa Albino, appuntati Bellai Giuseppe e Ortu Giovanni, carabiniere Contini Lino, appuntato D’Agostino Lucio, carabinieri: Grassi Andrea, Ravasio Francesco, Bossolasco Domenico, Calzi Alessandro, feriti a Parma il 16 Ottobre 1922. — Accorsi per proteggere un gruppo di fascisti, circondato da una turba di comunisti e fatti segno a scarica di colpi di rivoltella e lancio di bombe a mano, rimasero colpiti da scheggie delle bombe lanciate dai comunisti, riuscendo però a disperdere quei facinorosi e ad arrestarne parecchi.

Maggiore Romita cav. Antonio, ferito a Oneglia il 15 Ottobre 1922. — Intervenuto con dipendenti per reprimere disordini provocati nella residenza da opposti partiti, sebbene ferito al capo da un colpo di bastone, continuò a prestare l’opera sua finchè venne conseguito l’intento.

Tenente Quarantelli cav. Emilio, ferito a Oderzo il 2 Agosto 1922. — Durante uno sciopero una squadra di muratori fascisti che attendeva alle riparazioni di una chiesa danneggiata dalla guerra, fu affrontata e minacciata, armata mano, da un gruppo di io comunisti. Il ten. cav. Quarantelli conandante la tenenza locale, trovandosi per caso presente, intervenne e dopo una violenta colluttazione col capo dei sovversivi riuscì a disarmarlo della rivoltella che impugnava. Sopraggiunto però un altro sovversivo, disertore di guerra, l’ufficiale fu da questi fatto segno a cinque colpi di rivoltella che lo ferirono alla gamba sinistra ed al viso. Il feritore arrestato dallo stesso ufficiale col concorso di sette fascisti, fu poi condannato ad anni 5 e mesi 5 di reclusione.

Vicebrigadiere Senno Armando, ferito a Verteneglio il 5 Giugno 1922. — Mentre tentava reprimere una manifestazione antinazionale inscenata da numerosi inscritti di leva sovversivi, venne colpito da una sassata lanciatagli da un comunista.

Carabinieri: Guiduzzi Raffaele e Porcu Seviano, feriti a Massa Lombarda il 17 Settembre 1922. — Mentre tentavano trarre in arresto un sovversivo che poco prima aveva ferito il commissario di P. S. perchè intervenuto in un diverbio sorto tra lui ed un fascista, rimanevano a loro volta gravemente feriti d’arma da taglio ad opera di quel forsennato.

Carabiniere Venuta Giuseppe, ferito a Ravenna il 26 Luglio 1922. — Intervenuto con altri militari per sedare un grave conflitto sorto tra sovversivi e fascisti, rimase ferito da un colpo d’arma da fuoco sparatogli da un sovversivo.

Maresciallo Marinozzi Martino, carabinieri: Filippi Marcello, Polloni Giuseppe, Filippini Ciro, feriti a Bergiola l’8 Gennaio 1922. — Intervenuti per proteggere alcuni fascisti, aggrediti da una turba di sovversivi, furono accolti a colpi di arma da fuoco, rimanendo feriti.

Carabiniere Bucelli Igino, ferito a Radicondoli il 1° Maggio 1922. — Essendo giunti in Radicondoli da località viciniori alcuni fascisti, ne derivava un vivo fermento nei comunisti del luogo, per cui fra i due opposti gruppi si determinò un conflitto nel quale vennero sparati numerosi colpi d’arma da fuoco. Intervenuta prontamente l’Arma, il su ricordato militare riportò ferita ad una gamba, prodotta da colpo di arma da fuoco, sparatagli da un sovversivo.

Carabiniere Sorani Gino, ferito ad Ancona il 2 Agosto 1922. — Mentre traduceva in caserma un comunista arrestato per gravi violenze, cadde in una imboscata tesagli da un gruppo di sovversivi e rimase ferito d’arma da fuoco.

Carabiniere Sgavicchia Sabatino, morto a Pergola il 1° Luglio 1922. — Venuto a conflitto con un gruppo di comunisti che lo avevano aggredito, cadde vittima del dovere.

Carabinieri: Di Ruscio Sante, morto a Schieti il 3 Agosto 1922 e Lorenzini Domenico, ferito a Schieti il 3 Agosto 1922. — Durante un servizio perlustrativo furono aggrediti da un gruppo di comunisti in agguato, che uccisero il Di Ruscio e ferirono gravemente il Lorenzini.

Carabiniere Pisano Luigi, ferito a Forlì il 22 Luglio 1922. — Mentre con un compagno sequestrava manifestini antifascisti ad un gruppo di comunisti, fu fatto segno da uno di questi a due colpi di rivoltella rimanendo gravemente ferito.

Maresciallo maggiore Nasilico Nicola, ferito a Portocivitanova il 29 Ottobre 1922. — Intervenuto in un tafferuglio tra fascisti e comunisti, per calmare gli animi, fu ferito gravemente da uno dei sovversivi con un colpo di pistola.

Capitano Bolla sig. Carlo, ferito a Castelleone di Suasa il 19 Ottobre 1922. — Accorso con i dipendenti per proteggere alcuni fascisti aggrediti da socialisti, riportò contusioni in varie parti del corpo.

Carabinieri: Gioseffi Donato e Vannicelli Bernardo, feriti a Ripamolisani il 12 marzo 1922. — Intervenuti per sedare una rissa sorta tra nazionalisti e numerosi socialisti che avevano assalito i primi perchè cantavano inni patriottici, riportarono contusioni varie prodotte da colpi di sasso.

Carabinieri Scarpa Nicola e Maio Pasquale, feriti a Salerno il 1° Maggio 1922. — In servizio d’ordine pubblico, riportarono ferite per colpi di bastone ricevuti in seguito a tumulti veritificatisi tra un corteo fascista ed uno socialista capeggiato dal deputato Bombacci.

Brigadiere Russo Gaetano, appuntato Cacciuolo Raffaele, tenente Vessichelli Aurelio, feriti a Giuliano in Campania il 9 Luglio 1922. — Intervenuti per proteggere un gruppo di fascisti aggrediti da una turba di sovversivi, riportarono ferite varie per colpi di bastone e di coltello.

Carabinieri: Varone Antonio, Mautone Vincenzo, Bruner Giuseppe, feriti a Pastena il 4 Agosto 1922. — Riportarono ferite e contusioni varie in occasione di moto popolare provocato da elementi sovversivi.

Carabiniere Mainolfi Antonio, ferito a Conca della Campania il 21 Agosto 1922. — Durante una dimostrazione ostile alla forza pubblica riportò contusioni varie.

Carabiniere Nutile Vincenzo, ferito a Bagnoli Irpino il 23 Dicembre 1922. — In servizio di pattuglia, accorso col compagno nei pressi della sede della sezione fascista, dove erano sorti dei tumulti fu fatto segno da ignoto a colpo di fucile che ferì alquanto gravemente.

Brigadiere Parisi Francesco, ferito a Bari il 30 Ottobre 1922. — Durante un corteo fascista inneggiante all’on. Mussolini, furono esplosi ad opera di sovversivi, vari colpi di rivoltella di cui uno raggiunse il brigadiere Parisi colà in servizio di ordine pubblico.

Carabiniere Bino Raffaele, morto a Martina Franca il 5 Dicembre 1922. — Intervenuto con altri militari per sedare un conflitto sorto fra il corpo delle guardie campestri sostenitore dell’amministrazione socialista ed alcuni fascisti, fu raggiunto da un colpo d’arma da fuoco, decedendo per la ferita riportata.

Carabiniere Barbagallo Giovanni, ferito a Francoforte il 22 Maggio 1922. — Essendo 300 socialisti usciti in massa dalla Camera del lavoro per aggredire la sede dei fascisti, l’Arma li affrontò e benchè fatta segno a fìtta sassaiola, riuscì a disperderli. Nella circostanza rimase ferito da sassata il carabiniere Barbagallo.

Carabiniere Catalano Alfio, ferito a Lentini il 9 Luglio 1922. — Dopo un comizio di protesta per l’arresto del prosindaco, i socialisti in numero di circa 6000, cominciarono a tumultuare lanciando sassi, bombe ed esplodendo colpi di arma da fuoco contro la forza pubblica che tentava di impedire il tumulto. I carabinieri e le Guardie Regie presenti per non essere sopraffatti, furono costretti a far fuoco contro i dimostranti, uccidendone quattro e ferendone parecchi altri. Vi furono vari feriti anche nella forza pubblica fra cui il carabiniere Catalano che rimase colpito da una sassata alla testa. Appuntato Villani Antonio, carabinieri: Uggetti Giuseppe e Moretti Teodorico, feriti a Roma il 24 Maggio 1922. — Intervenuti con altri militari dell’Arma a difesa di fascisti e nazionalisti aggrediti dai sovversivi a colpi di arma da fuoco, subito dopo il trasporto della salma di Enrico Toti a Campo Verano, rimasero contusi per colpi di bastone e di sasso ricevuti dai sovversivi.

Brigadiere Di Pasquale Dante, morto a Roma il 29 Ottobre 1922. — A diporto in città, mentre era in licenza, durante un tumulto provocato da sovversivi, fu all’improvviso, per odio alla divisa che indossava, proditoriamente aggredito e ferito con una pugnalata alla gola da un repubblicano, decedendo poco dopo.

Maresciallo capo Ciocchetti Paolo, ferito a Genazzano il 2 Aprile 1922. — Nel procedere, con dipendenti, all’arresto di un gruppo di sovversivi che aveva pugnalato un fascista, riportò, per la resistenza di quei forsennati, grave contusione.

Tenente Filibek sig. Giglielmo, morto a Campagnano il 26 Febbraio 1922; carabinieri: Chiarelli Antonio e Ricci Gino, feriti a Campagnano il 26 Febbraio 1922. — Durante moto sovversivo per invasione di terre, il tenente Filibek intervenne con dipendenti allo scopo di reprimere l’abuso. Tratto in arresto un sovversivo tra i più scalmanati, i carabinieri vennero fatti segno a grave violenza e a colpi d’arma da fuoco. Avendo a loro volta usato le armi, riuscirono a ristabilire l’ordine, ma nella circostanza i su ricordati militari rimasero feriti e il tenente Filibek colpito lui pure, dopo quattro mesi di atroci sofferenze decedette in un ospedale di Roma.

Carabiniere Petretto Giovanni, ferito a Marino il 20 Aprile 1922. — Aggredito con altri militari e per puro spirito di odio all’autorità, da un gruppo di repubblicani e anarchici, rimase, ferito da un colpo di rivoltella. Fatto opportuno uso delle armi riuscì coi colleghi a fugare gli aggressori.

Appuntato Cavalieri Alcibiade, morto a Montecompatri il 21 Maggio 1922. — Mentre accorreva a proteggere dei fascisti aggrediti da una turba di sovversivi, veniva raggiunto da un colpo di rivoltella, decedendo il giorno dopo per la ferita riportata.

Brigadiere Ceci Eugenio, ferito a Vitorchiano l’11 Giugno 1922. — Mentre procedeva all’arresto di un sovversivo responsabile di omicidio in persona di un fascista, veniva da altri sovversivi accorsi ferito da un colpo di bastone al capo.

Carabiniere ausiliario Manone Luigi, ferito a Tivoli il 2 Agosto 1922. — Intervenuto per proteggere un gruppo di fascisti aggrediti da comunisti, rimase a sua volta ferito.

Vicebrigadiere Cricchi Raffaele, ferito a Cave il 20 Agosto 1922. — Durante un tafferuglio tra fascisti e socialisti, accorso per separare i contendenti, riportò gravi contusioni per colpi di bastone, ricevuti dai sovversivi.

Carabiniere Ziolli Domenico, ferito a Monterotondo il 27 Agosto 1922. — Intervenuto per proteggere alcuni fascisti aggrediti da sovversivi, riportò grave contusione alla spalla ad opera dei facinorosi.